Fonti rinnovabili, quando un paesino abruzzese fa scuola sul New York Times

New York Times

La prima pagina del New York Times con evidenziato l'articolo su Tocco da Casauria

Si chiama Tocco da Casauria e ha meno di 3 mila abitanti. Il quotidiano statunitense lo elegge a esempio di quelle piccole città che producono più energia di quanta ne consumano

Si trova in provincia di Pescara e all’anagrafe registra 2.700 abitanti, ma la sua politica ambientale ha attirato l’attenzione del New York Times che nell’edizione odierna le ha dedicato ampio spazio in prima pagina. Si tratta di Tocco da Casauria, scelto dal quotidiano statunitense come simbolo di quelle tante piccole comunità attraverso, scrive il NYT, “un Paese conosciuto più per la spazzatura che per la cittadinanza ambientalista” che producono da sole più energia di quanto ne consumino, 800 secondo i dati di Legambiente”. Tocco viene descritta come una tipica comunità montana dell'Italia centrale (con chiesa, castello, e anziani che parlano di politica al bar) ma anche come un paese rivolto al futuro con “quattro pale eoliche (nella foto sotto), pannelli solari al cimitero, sul centro sportivo e sui tetti di molte case. Sole e vento fruttano guadagni grazie all'energia in surplus rivenduta, e l'amministrazione può così permettersi di rinnovare la scuola secondo le norme antisismiche e di triplicare il bilancio per la pulizia delle strade.
L'Italia è un improbabile scenario per una rivoluzione rinnovabile” si legge sul New York Times ricordando come il nostro paese sia stato più volte criticato dall'Unione Europa per non aver seguito le direttive sull'ambiente. Ma in Italia l'energia elettrica costa cara mentre il costo delle energie rinnovabili sta calando, e la storia di Tocco sottolinea come a volte le realtà economiche sul terreno siano più importanti della pianificazione nazionale per promuovere energie alternative.

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