Rinnovabili, pronto il decreto: 9 miliardi di euro in 20 anni

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda

Il pacchetto di interventi del governo è destinato alle aziende private e prevede stanziamenti per 480 milioni all’anno. Possibile anche una joint venture tra Eni ed Enel sull'energia green

Il governo scommette sule energie rinnovabili e lo fa mettendo sul piatto un pacchetto di interventi, destinato alle aziende private , dal valore di 9 miliardi di euro . La somma coprirà un arco di 20 anni. «Abbiamo aspettato la fine delle polemiche sul referendum sulle trivelle e delle polemiche sulle amministrative per presentare il lavoro di squadra che questo governo intende fare, partendo innanzitutto dalle aziende», ha spiegato il premier Matteo Renzi . «Eni ed Enel sono la prima e seconda azienda del Paese per lavoratori e fatturato: hanno ingegneria e innovazione tali da essere leader a livello mondiale, ma hanno contemporaneamente la possibilità di partire a livello territoriale nel nostro Paese. Vorrei fosse chiaro il messaggio per gli italiani: le migliori tecnologie e competenze sulle rinnovabili stanno nelle aziende italiane. Il pianto e la lamentazione tradizionale per cui non siamo in forma e in prima linea sulle rinnovabili deve finire. Perché numeri e innovazioni ci permettono di dire che siamo all'avanguardia sui contatori digitali, l'innovazione e la gestione del futuro delle energie. Dovremmo essere orgogliosi di ciò che stiamo e stanno facendo».

INVESTIMENTI PER 480 MILIONI L’ANNO. Più nel dettaglio, la strategia verde che il governo approverà a breve con un decreto ad hoc , prevede 480 milioni di euro l’anno così distribuiti: «Per un 50% sulle tecnologie quasi in equilibrio come l'eolico, un 25% sulle tecnologie di frontiera come la geotermia e il termodinamico e un altro 25% per l'economia circolare, come le biomasse e le fonti di scarto», spiega il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda . «Il decreto è diverso dal passato perché ha un livello di uniformità e non c'è alcun aggravio. Dobbiamo andare verso la neutralità tecnologica e questa era l'ultima occasione per noi per fare un ragionamento industriale e non finanziario».

JOINT VENTURE TRA ENEL ED ENI? In prima linea ci sarebbero dunque Enel ed Eni . Stando a quanto anticipato dal numero uno di Enel Francesco Starace , la società vorrebbe investire 2,2 miliardi di euro nelle reti. Il manager afferma che «ci saranno 2,2 miliardi sulle rinnovabili, anche se molto dipenderà dalle normative italiane: trasformiamo 23 siti produttivi in nuove infrastrutture con investimenti per circa 200 milioni». Con Eni inoltre ci sarebbe in cantiere la nascita di una joint venture proprio sulle energie rinnovabili. Decisivo anche il ruolo di Terna , come spiega lo stesso premier Renzi: «La produzione di rinnovabili non è efficiente senza una rete distributiva. E allora Terna avrà modo di illustrare i 4 miliardi di investimenti nei prossimi quattro anni sul tema che appartiene alla competenza specifica di Terna».

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