Le rinnovabili volano come il vento. Ma resisteranno al calo degli incentivi?

Nel 35,4% dei casi sono state riscontrate irregolarità nella richiesta di finanziamenti e presto gli oneri in bolletta per i consumatori caleranno. Gli investimenti continueranno?

L'Italia vola nella classifica delle energie rinnovabili e ha già superato il target Ue per il 2020. Un terzo dell'energia arriva da fonti pulite - per ogni 10 kWh consumati, più di 3 sono stati prodotti dalle fonti rinnovabili, per un totale di quasi 106 TWh - che hanno un costo in bolletta di 14,4 miliardi. In realtà il conto totale per il Gestore dei servizi enegetici è di 15,9 miliardi di euro, ridotti di 1,5 miliardi dalla vendita di energia ritirata. Il Gse ha riconosciuto 5,5 milioni di Certificati Bianchi, dei quali il 56% in ambito industriale e il 40% in ambito civile: il risparmio è di 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

In questo panorama, però, restano decisivi gli incentivi con le loro storture. Nel 35,4% dei controlli sono state riscontrate delle irregolarità. Vuol dire in circa 1.500 casi su 4.240 accertamenti (+22%) effettuati dal Gse nel 2016, che hanno comportato la decadenza o la riconfigurazione degli incentivi. Proprio a partire da quest'anno, ci sarò una graduale riduzione degli oneri in bolletta. Le stime del Ge dicono che, nonostante l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, gli oneri per i consumatori diminuiranno passando dai 12,7 miliardi di euro del 2015 ai 12,1 miliardi del 2020. E nel 2030 ammonteranno appena a 7,2 miliardi di euro l'anno vista la chiusura di alcuni impianti ormai obsoleti. Reggerà il settore a questo scossone? La risposta è importante, visto che il comparto dà lavoro a 35 mila persone.

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