Lo sbarco delle auto elettriche

Foto di C.Anderson/GettyImages

I primi esemplari per il mercato consumer. Ma non si comprano. Si affittano

Quando si parla di auto elettrica, di solito le domande superano le risposte. Dalle più banali: quando si potranno acquistare? Quanto costeranno? Alle più complesse: la ricarica sarà semplice? Le prestazioni soddisferanno gli automobilisti? L’e-car sarà uno status symbol? Il 2010 può essere l’anno delle risposte. Quest’anno, infatti, inizieranno (finalmente) a essere commercializzate le prime auto zero emission che sembrano avere doti miracolose. A cominciare dal salvataggio dello stabilimento di Termini Imerese, per il quale Simone Cimino, imprenditore milanese di origine siciliana, presidente del fondo di private equity Cape Natixis, ha proposto di riconvertire l’impianto Fiat alla produzione di auto elettriche dicendo di poter sfruttare partnership tecniche italiane (la Ferrari) e indiane (la Reva, che già costruisce una piccola city car elettrica). L’iniziativa di Cimino si collega con quella di Gianni Lettieri, imprenditore intenzionato a portare in Campania la produzione di batterie agli ioni di litio.
L’auto elettrica sembra sia fondamentale anche per risistemare i conti Pininfarina. Sono già 8 mila gli ordini per la Bluecar, l’e-car che Vincent Bolloré ha sviluppato in joint venture con Pininfarina. «Stiamo facendo i crash test e a fine estate inizieremo le consegne. L’obiettivo è arrivare a 10 mila all’anno», ha detto Bolloré, socio di Mediobanca, che si era offerto di entrare nel capitale Pininfarina. La Bluecar, erede evoluta della B0, non sarà messa in vendita ma data in affitto, assicurerà un’autonomia di 250 km e le batterie si ricaricheranno, alla presa di casa, in circa 4 ore.
Il merito di aver dato una spallata ai vecchi paradigmi dell’auto è senz’altro di Carlos Ghosn, il boss di Renault-Nissan, che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo affermando semplicemente che tutte le soluzioni diverse dall’auto elettrica (ibride, plug-in e assimilate) non sono a zero emissioni: «Chi fuma poco è pur sempre un fumatore», ha efficacemente esemplificato. Ma la prima e-car in grande serie, la Nissan Leaf arriverà nel giugno 2011. «Si è deciso di concentrare le vendite inizialmente in Gran Bretagna, in Nord Europa e in Catalogna», conferma Andrea Alessi, amministratore delegato Nissan Italia, «aree dove sono già state programmate strutture di ricarica e di sostegno all’acquisto. D’altronde il nostro programma di lancio era stato disegnato basandoci sui 3.500 euro di incentivi previsti per le elettriche, che in Italia sono stati per ora cancellati».
I punti e i tempi di ricarica e l’autonomia sono i punti deboli delle auto elettriche, ma l’evoluzione è impetuosa. Già ora le nuove batterie al litio (quelle dei telefonini) e i sistemi di ricarica evoluti (mezz’ora per fare metà pieno) stanno creando ottimismo tra gli addetti ai lavori. E le sperimentazioni fioccano. Come l’area test nata in collaborazione tra Renault-Nissan, la multy utility A2A e i comuni di Milano e Brescia. Prevede l’installazione di 200 punti di ricarica (64 sul suolo pubblico e 136 tra box e parcheggi) a Milano e 70 a Brescia. Il loro posizionamento inizierà a maggio. Prima verranno predisposte le ricariche standard, con un tempo di ricarica di sei-otto ore, poi le ricariche rapide che arriveranno nel 2011, quando l’Ue definirà lo standard di presa elettrica polivalente. I test-driver verranno reclutati su Internet, mentre le auto saranno in affitto a un costo di 500 euro al mese comprese ricariche e manutenzione. «Per questa straordinaria occasione, la prima in Europa» spiega Jacques Bousquet, direttore generale Renault Italia «abbiamo messo a disposizione 20 Fluence e 40 Kangoo Express» mentre Twizy e Zoe arriveranno in un secondo tempo.
Smart, che ha già in corso una sperimentazione di 700 e-car a Londra, è protagonista con Enel del progetto E-mobility, che ha distribuito tra Milano, Roma e Pisa oltre 400 punti di ricarica. Ora 100 driver potranno guidare in prima persona e-Smart totalmente elettriche. Partecipare al progetto costa 480 euro al mese, per un periodo di 48 mesi.
Insomma sul treno finalmente in corsa dell’auto elettrica stanno cercando di salire tutti. La Peugeot con la BB1, esposta anche nelle piazze di Milano, una capsulina spaziale che pare proiettata in avanti a causa di una frenata pazzesca. È lunga 250 centimetri e pesa 600 chili. Ha quattro posti disposti a coppia, come due tandem affiancati. Probabile debutto: inverno 2012. In vantaggio Mitsubishi, con l’i-MiEV, un ovetto con le ruote agli angoli, tanto che i paraurti sono tutt’uno con i parafanghi e a fatica le tengono dentro il perimetro della vettura. Carrozzeria in plastica, motore dietro e batterie agli ioni di litio da 330 Volt sotto la vettura per lasciare tutto lo spazio all’abitacolo, sbarcherà in Europa prima di fine anno (insieme con i cloni Peugeot iOn e Citroën C-zero), destinata in un primo tempo a realtà pubbliche o industrie private. L’autonomia dichiarata è di 120 km. Difficile parlare di prezzi: in Giappone costa circa 33 mila euro ma con l’incentivo statale di 10 mila euro. E il made in Italy elettrico? Il colpo di scena lo prepara il Gruppo Fiat, che ha in fase di realizzazione la 500Ev che è stata presentata a gennaio all’Auto show e che si gioverà delle sinergie con Chrysler. Il sistema di propulsione della Fiat 500Ev si basa su: un modulo elettrico a elevata potenza; le batterie agli ioni di litio e un’unità di controllo Ev per gestire i flussi di energia. «Questa iniziativa dimostra come i governi (l’amministrazione americana è azionista del gruppo Fiat-Chrysler), l’industria automobilistica e i fornitori stiano raggiungendo obiettivi comuni» spiega Paolo Ferrero, senior vicepresident di Powertrain Chrysler Group «e prova quanto rapidamente questo tipo di tecnologia avanzata possa essere introdotta sul mercato». E non mancherà l’emozione. Tesla e Fisker sono e-supercar che assicurano prestazioni e piacere di guida con in più la propulsione elettrica. E sono già in vendita, entrambe a partire da 100 mila euro. L’unica cosa chiara in questo cambiamento epocale è facile da capire: l’e-car costerà agli utenti più di un’auto tradizionale. Molto di più!

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