Cina in retromarcia: smettetela di buttare soldi nell'intrattenimento

Silvio Berlusconi tra Han Li (a sinistra) e Yonghong Li, figure di riferimento di Sino Europe Sports

Non ci sono solo le difficoltà nel closing del Milan, tanti affari già impostati stanno saltando: senza la crescita degli anni passati, la "conquista del mondo" va rimandata

Il closing del Milan sarà il 7 aprile. Forse, perché chissà se la terza volta sarà quella buona dopo gli appuntamenti mancati di dicembre e del 3 marzo. Le difficoltà nell'affare con Fininvest, che attende entro domani i soldi della terza caparra da 100 milioni , sono solo la cartina tornasole del momento dell'economia cinese . Con la crescita in frenata , sono tanti gli affari stoppati dopo lunghe e complesse trattative: smettetela di buttare soldi all'estero , è l'ordine arrivato da Pechino. Soprattutto nell'industria dell'intrattenimento . E sembrano già lontanissimi gli anni ruggenti di Wanda nel cinema e nello sport .

A fare il punto è Business Insider Italia , fissando nel 10 marzo scorso la data dello stop ufficiale agli investimenti. La stessa Wanda ha dovuto pagare una penale da 50 milioni di dollari a Eldridge Industries per l’interruzione delle trattative per l’acquisizione della casa di produzione che gestisce anche i Golden Globe: no all'allargamento alla tv, dunque, ha detto il governo centrale che ha preso la supervisione dell'esportazione di capitali. Allo stesso modo, Shanghai Film Group e Huahua Media avevano promesso un miliardo di dollari a Paramount, ma l’operazione è stata bloccata sul nascere.

«Dire che la Cina vieti gli investimenti all’estero è semplicemente sbagliato, mentre è vero che ci sia stata una stretta a investimenti non coerenti con i piani di sviluppo del Paese o delle società coinvolte in acquisizioni all’estero », ha spiegato a Alberto Rossi, analista del Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina. Alberto Forchielli, numero uno del fondo di private equity Mandarin Capital, aveva spiegato che «tra i motivi che hanno spinto l’esecutivo a mettere una stretta sul controllo dei capitali c’è proprio il fatto che negli anni i cinesi hanno buttato via milioni di dollari. L’uso della valuta estera non viene certo concesso senza motivo. Pechino continuerà a tutelare gli investimenti strategici di carattere industriale per i quali sia chiaro il valore dell’operazione come nel caso di Pirelli».

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