Che ne sarà dell'amico-nemico Euribor

Arriverà entro fine anno il nuovo Euribor, il tasso di interesse da cui dipendono i destini dei mutui a tasso variabile e di molti strumenti finanziari. E dunque delle nostre tasche  visto che l'Euribor è il tasso principale del mercato monetario che serve per calcolare il valore delle rate della grande maggioranza dei prestiti immobiliari stipulati in Italia, quelli appunto variabili.

COME CAMBIA L'EURIBOR

Alla riforma lavorano gli esperti dell'European Money Market Institute (Emmi) che cercano di trovare il punto di equilibrio tra affidabilità, volatilità e aggancio alla realtà. Sono queste le esigenze che dovrà rispettare il nuovo strumento. Serviranno poi due anni per l'ingresso a regime del sistema che governa ben 180 mila miliardi di euro - conti della Commissione Europea - e perciò lo schema deve essere pronto al più presto. Se per per la maggior parte si tratta di strumenti finanziari che tengono al riparo le banche dalle oscillazioni dei tassi, ben mille miliardi sono rappresentati da mutui. E un quarto è stato stipulato in Italia. Per non parlare dei finanziamenti alle imprese, legati nel 92% dei casi all'Euribor (700 miliardi).

MUTUI E FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE

L’Euribor è però anche il parametro di riferimento per tutte quelle obbligazioni a cedola variabile che rimangono strumenti presenti nei portafogli dei risparmiatori italiani, sebbene in misura inferiore rispetto al passato. Di questi fanno parte per esempio bond bancari per un valore a fine giugno di 287,6 miliardi di euro e soprattutto figurano anche i Certificati di credito che il Tesoro continua a collocare sul mercato con cadenza mensile (137 miliardi)

Dopo un primo esperimento fallimentare legato alle sole transazioni di mercato - troppo volatili - si lavora a un modello ibrido che coniughi le maggiori transazioni e dati diversi. L'Emmi si è riunito una volta ogni due settimane negli ultimi mesi tra Bruxelles, Parigi, Londra e Milano, oltre a tenere continue conference call. «Puntiamo ad avere la nuova metodologia pienamente in vigore entro la fine del 2019», dice al Sole 24 ore . il segretario generale dell’Emmi, Guido Ravoet. Il percorso è accidentato: serviranno consultazioni, sperimentazioni e il via libera di tutte le authority.

Comunque vada, con il nuovo Euribor il mercato dei mutui e dei derivati cambierà per sempre. Non conteranno più solo i contatti tra le principali banche europee che compongono il panel (sono 20, erano 44 nel 2012), ma soprattutto le transazioni anche se col rischio di maggiore volatilità, conseguenza anche del Qe voluto da Mario Draghi. E sono in molti ora a chiedere il supporto della Bce in questo nuovo processo.