Da Luxottica a Dolce & Gabbana: chi sono i pionieri delle tecnologie intelligenti in Italia

Il Microsoft Forum 2017 ha indagato come le Pmi italiane guardano al futuro e all'automazione. Ecco cosa possono imparare le piccole aziende dalle case history più interessanti su Cloud Computing, Internet of Things, Machine Learning, Big Data e Intelligenza Artificiale

Le tecnologie intelligenti cambieranno il mondo. Questo ormai è certo. Ma c'è da temerle o da inseguirle? Ne hanno discusso oltre 2 mila professionisti nel corso del Microsoft Forum 2017, incentrato sulle prospettive dell’Industry 4.0. Nelle oltre 60 sessioni di formazione gratuita, i protagonisti delle Pmi e delle grandi aziende italiane hanno potuto saperne di più sulle opportunità di Cloud Computing, Internet of Things, Machine Learning, Big Data e Intelligenza Artificiale.

« È chiaro che le nuove tecnologie intelligenti possano offrire una risposta alla necessità di produttività e di crescita delle nostre imprese , rivoluzionando il loro business e trasformando il modo in cui lavoriamo e viviamo. Il Piano Industria 4.0 intende proprio aiutare le aziende italiane a cogliere questa occasione per recuperare flessibilità e competitività»,ha dichiarato Carlo Purassanta, a.d. di Microsoft Italia durante il suo discorso inaugurale. «In questo contesto i player Ict devono fare squadra con le istituzioni per promuovere una trasformazione digitale a tutto tondo. Proprio per questo, Microsoft è fortemente impegnata a creare insieme ai propri partner nuovi ecosistemi di collaborazione. Il nostro obiettivo è democratizzare l’intelligenza artificiale e crediamo che persone e macchine possano interagire in uno scenario di crescita in cui si delineeranno nuove opportunità. Le persone hanno creatività e capacità relazionale, le macchine incorporano sempre più capacità di ascolto, visione e interazione e possono potenziarle grazie alle infinite possibilità di calcolo e analisi che abilitano».

IL QUADRO ITALIANO. E in effetti il tessuto economico italiano si mostra positivo sul futuro e non teme l’automazione, anzi considera le nuove tecnologie un alleato per liberarsi da operazioni routinarie e dedicare più tempo all’espressione della propria creatività. Questo quanto emerge da una nuova ricerca Microsoft-Ipsos Mori sulle Pmi italiane presentata nell’ambito del Microsoft Forum, che delinea un generale ottimismo sul futuro (46% ottimisti VS 27% pessimisti). Se si interrogano i dipendenti delle piccole e medie aziende nostrane sul significato di “Digitalizzazione”, la maggior parte (53%) tende a ricondurlo al concetto di automazione - andando oltre il semplice passaggio dalla carta al computer (32%) - e intendendo la digitalizzazione dei processi di gestione dei clienti, l’adozione di app o servizi per attività quali la contabilità e il monitoraggio dell’inventario, nonché l’analisi dei dati di business attraverso strumenti digitali, insomma l’automazione di operazioni routinarie. Interessante anche la percentuale (24%) di coloro che per digitalizzazione intendono la possibilità offerta alle risorse di lavorare ovunque e in qualunque momento.

Un valore strategico in uno scenario in cui emerge un “approccio evoluzionistico all’innovazione” e si delinea un nuovo modello di produttività focalizzato su qualità e artigianalità, in base a cui non conta solo la crescita finanziaria, bensì la valorizzazione di tempo e risorse da dedicare a prodotti e clienti. Del resto, se interrogati sul significato di crescita la maggior parte dei dipendenti delle PMI italiane (47%) sono più inclini ad andare oltre meri aspetti monetari per identificare con questo concetto il perseguimento delle proprie passioni . È un falso mito anche che l’iniziativa imprenditoriale nasca dall’idea di lanciare un nuovo prodotto sul mercato, spesso tra le ragioni principali per cui si fonda un’azienda in Italia c’è l’aspirazione a conquistare un miglior work-life balance (28% degli imprenditori) o a sentirsi più sicuri sul proprio futuro (26%).

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RITARDO DA COLMARE. Da un punto di vista di pianificazione, l’Italia è il primo tra i Paese europei in cui le PMI dichiarano di non avere un business plan strutturato (30% - laddove la media EU senza Business Plan è del 22%, con un picco del 29% tra le microimprese). In Italia è solo il 23% a dichiarare di avere un piano, che sia dei prossimi 12 mesi (13%) o di orizzonte più ampio da 1 a 3 anni (10%). E i motivi di questa mancanza di pianificazione strategica risiedono principalmente nella focalizzazione su priorità di breve termine (23%), nella mancanza di risorse essendo un compito non facilmente espletabile in via informale (17%) e nelle dinamiche del flusso di cassa che rendono difficile pianificare (15%).

«Secondo Eurostat, solo il 44% delle Pmi supera i 5 anni di attività e, nonostante lottino con ostacoli esterni come la scarsità di risorse competenti, la burocrazia e le tasse, spesso un freno alla crescita è anche la mancanza di imprenditorialità e di un business plan strutturato», ha commentato Paola Cavallero, direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia. «Nella visione di Microsoft, la Trasformazione Digitale non è solo un tema di adozione di tecnologia, ma è più in generale un tema di leadership nel ripensare modelli di business esistenti e abbracciare nuove modalità per creare ecosistemi di persone, dati e processi. Se i recenti sviluppi in termini di cloud computing, intelligenza artificiale, robotica, big data e machine learning stanno rivoluzionando lo scenario di business, la tecnologia può rivelarsi un utile strumento al servizio delle aziende per migliorare le performance, ridurre gli errori e migliorare la qualità di prodotti e servizi. Grazie a quello che definiamo Cloud Intelligente è possibile gestire al meglio la complessità e dedicarsi alla passione che caratterizza il Made-in-Italy».

CAMPIONI ITALIANI. Al Microsoft Forum sono state proprio quattro importanti aziende italiane a darne prova raccontando la propria esperienza d’innovazione per essere d'ispirazione alle pmi: ATM, Dolce&Gabbana, Luxottica Group e Salvagnini.

- SALVAGNINI Quello di Salvagnini, leader nella progettazione, produzione e vendita di macchine per la lavorazione della lamiera, rappresenta in particolare un caso emblematico di Industry 4.0 , in quanto facendo leva sulle potenzialità della piattaforma cloud Azure e delle tecnologie di IoT e Machine Learning di Microsoft, l’azienda sta integrando nei propri macchinari servizi intelligenti di monitoraggio e assistenza da remoto e facendo evolvere la relazione con i propri clienti in una logica di collaborazione. Insieme a Microsoft, Salvagnini ha dato vita al progetto LINKS e grazie alla condivisione dei dati ricevuti dalle macchine, è possibile monitorare costantemente i parametri di funzionamento, con il vantaggio di poter attivare interventi che riducono il rischio di guasti e determinano un progressivo miglioramento dell’operatività complessiva, puntando per il futuro alla manutenzione predittiva.

- ATM Ma la Quarta Rivoluzione Industriale non è solo un tema di Fabbrica Intelligente, impatta tutta la società ed è per questo che risulta significativa l’esperienza di ATM, storica azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico di Milano e Monza e la metropolitana di Copenaghen, e che insieme a Microsoft punta a ripensare i propri processi e migliorare il servizio ai viaggiatori, integrando la tecnologia intelligente nel proprio modello di business e offrendo servizi tecnologicamente avanzati, basati su Mobility, Cloud Computing, Internet of Things e Machine Learning. L’intelligenza si rivela al servizio della mobilità sostenibi le, garantendo una miglior esperienza di viaggio e una maggiore efficienza nella gestione. Non solo grazie al servizio cloud Azure Web Apps è stato possibile rilasciare già da tempo l’app mobile ATM per migliorare la pianificazione dei viaggi da parte dei cittadini.

- LUXOTTICA GROUP Interessante anche il percorso di trasformazione digitale a tutto tondo di Luxottica Group, leader nel design, nella produzione e nella distribuzione di occhiali di fascia alta, di lusso e sportivi, con una rete wholesale che tocca più di 150 paesi nel mondo e un esteso network retail di circa 8 mila negozi. Il Cloud in Luxottica consente di ottimizzare i processi e recuperare efficienza attraverso un’infrastruttura IT ibrida e flessibile, capace di evolvere in base alle esigenze di business e di abilitare il reinvestimento delle risorse IT in progetti a maggior valore aggiunto (alcuni processi sono già stati migrati sulla piattaforma cloud Microsoft Azure beneficiando di maggiore scalabilità e sicurezza). Grazie all’adozione della suite cloud per la collaborazione Office 365, Luxottica ha inoltre introdotto un nuovo modo di lavorare in una logica di smartworking . Il Cloud , infine, sta abilitando un importante progetto di valorizzazione dei dati per migliorare l’esperienza dei clienti e tradurre le informazioni in decisioni finalizzate a offrire maggior valore e servizi ai consumatori.

- DOLCE&GABBANA Altra esperienza importante di Made-in-Italy presentata al Microsoft Forum è stata quella di Dolce&Gabbana, la casa di moda fondata nel 1985 dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, la cui creatività e capacità nell'esaltare la grande artigianalità hanno sempre fatto leva su una buona dose di innovazione , nella scelta dei materiali, nella ricerca delle lavorazioni, nell'utilizzo dei macchinari. Anche per Dolce&Gabbana il Cloud Computing si rivela un alleato strategico e l’azienda ha scelto di adottare la piattaforma cloud Microsoft Dynamics 365, che offrirà la possibilità di avere costantemente aggiornata una vista completa dei clienti e della disponibilità di prodotti finiti in ciascuna area geografica e per ciascun canale di vendita, sfruttando la scalabilità, la flessibilità e l'affidabilità del cloud Microsoft. Efficientare ulteriormente i processi e pianificare ancor meglio produzione e distribuzione sono state le esigenze da cui un'azienda "verticale" come Dolce&Gabbana, impegnata dall'approvvigionamento dei materiali fino alla vendita sul mercato, - ha dato avvio al progetto di trasformazione digitale con l’obiettivo di arrivare a garantire un servizio ancor più eccellente al cliente finale, in ogni parte del mondo.

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