La «vecchia» Silicon Valley si ribella ai nuovi avventurieri

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Google contro Uber: rubati i progetti per l'auto a guida autonoma. E Snapchat fallisce il primo test dopo l'Ipo

Non c'è pace per Uber . Dopo i pessimi numeri di bilancio , le polemiche sessiste e l'inchiesta Usa sull'utilizzo di un software anti-controlli, e mentre in Italia si attende di conoscere il destino di Uber Black e la corte Ue lo definisce un "servizio di trasporto " soggetto alle regole nazionali, stavolta ad accusare l'aziende è un "fratello maggiore" della Silicon Valley come Google. Big G accusa il servizio di noleggio del furto di segreti industriali sulla tecnologia di guida autonoma e presto potrebbe essere aperta un'inchiesta federale sull'accaduto.

NON SOLO UBER: ANCHE SNAPCHAT SOFFRE

Ma anche un altro pioniere della nuova generazione della Silicon Valley mostra le prime crepe. Si tratta di Snapchat che ha "fallito" il primo test dopo l'Ipo (qui l'avevamo un po' anticipato ). Nel primo trimestre 2017, la controllante Snap ha registrato una perdita di 2,21 miliardi di dollari , praticamente scontando tutti i costi della quotazione in Borsa. Per quanto riguarda il solo piano operativo, il rosso è stato di 188,2 milioni, in peggioramento da quella di 93,2 milioni dell'anno prima. Non proprio numeri da azienda valorizzata per 30 miliardi e così il titolo ha perso il 23% dall'inizio delle contrattazioni.

Pesa la concorrenza di Facebook che, pur avendo "copiato" le Stories, può vantare più utenti su Instagram (200 milioni) rispetto ai "nativi" di Snapchat (166 milioni). Persino WhatsApp , nonostante qualche disservizio, vanta "stati" da 175 milioni di utenti. La "vecchia" Silicon Valley non molla un centimetro.

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