La sfida cinese nell'intelligenza artificiale

L'auto a guida autonoma di Baidu

L'intelligenza artificiale farà volare la Cina. Lo aveva previsto PricewaterhouseCoopers (PwC) in un report emerso, ma ora la realtà sembra già più vicina della previsioni. PwC sostiene che entro il 2030 il comparto AI contribuirà a una crescita del Pil globale pari al 14% rispetto ai livelli attuali, un incremento quantificabile in 15,7 miliardi di dollari. E la Cina godrà di un boost del 26%, il doppio rispetto alla media globale grazie all'aumento della produttività e alla domanda di prodotti AI.

BAIDU LANCIA L'ALLEANZA PER L'AUTO A GUIDA AUTONOMA

A rendere concrete le previsioni è Baidu, il più grande motore di ricerca cinese, che ha annunciato la più grande alleanza al mondo per l'auto a guida autonoma. Si tratta di 50 aziende, di cui 12 fabbricanti cinesi ma anche due operatori occidentali – Ford e Daimler – che si uniscono nel progetto Apollo per lo sviluppo nelle auto a guida autonoma. Baidu non entrerà direttamente nel mercato, ma gestirà una piattaforma open-source che permetterà di rimodellare completamente il mondo dell'industria automobilistica.

Alla prima conferenza degli sviluppatori di Baidu a Pechino, l'ex Microsoft Qi Lu - esperto in intelligenza artificiale - ha annunciato che il motore di ricerca punta a «rendere la Cina il leader mondiale nell'auto a guida autonoma in un periodo tra tre e cinque anni». Per questo obiettivo, Baidu aprirà delle controllate in Usa e Singapore per accelerare il processo. Bisognerà vedere come risponderanno i concorrenti, da Google a Nissan, ma di certo l'iniziativa permetterà a Baidu di rilanciarsi dopo un piccolo calo nei ricavi e nella capitalizzazione sotto la pressione di Alibaba e Tencent.