Uber e Flixbus, quell'Italia che prova a mettere le ganasce alla sharing economy

Lo sciopero dei taxi a Torino

Grillo e Rizzo a favore di una delle corporazioni più forti del Paese. E il Parlamento mette i bastoni tra le ruote a Filxbus

Beppe Grillo e Marco Rizzo si ritrovano uniti nel supporto allo sciopero dei taxi. Il nuovo che avanza e quel che resta dell'ideologia comunista accomunati nella difesa di una delle corporazioni più potenti del nostro Paese: paradossi dell'economia italiana. Persino il Movimento 5 stelle, tutto Web e tecnologia, finisce dunque per contrastare la sharing economy e la modernità. Forse solo per un calcolo elettorale necessario a distogliere l'attenzione dalle sue polizze misteriose, dopo le parole del leader anche il sindaco di Roma Virginia Raggi ha parlato a favore dei taxisti che stanno bloccando la città. Mentre i colleghi degli scioperanti romani portavano il caos un po' ovunque, anche a Torino e Genova.

Ricordiamo che a scatenare la protesta è stata il rinvio della discussione parlamentare sulla "norma anti Uber" che avrebbe dovuto bloccare l'attività di trasporto delle auto a noleggio con conducente (Ncc). Per legge gli Ncc devono partire sempre dall'autorimessa, per non entrare in concorrenza l'attività dei tassisti. Già, la concorrenza così assente in un settore dove le licenze sono diventate diritti contingentati e non ampliabili, se mai divisibili tra più conduttori. Certo, il settore va regolamentato come si sta facendo in più parti del mondo: il blocco di UberPop vale quanto i tanti regolamenti anti-AirBnb emanati in numerose città del mondo.

La particolarità italiana è nel tentare di fermare la sharing economy, che crea posti di lavoro a basso costo senza aumentare la produttività, senza tentare di regolamentarla per sfruttare la comodità delle piattaforme online. Come tradurre altrimenti il tentativo piazzato nel decreto Milleproroghe di cancellare Flixbus, la compagnia di autotrasporti low cost che ha trasportato 3 milioni di italiani tra 120 città (e ha inghiottito il concorrente Megabus). Con un codicillo, che non potrà essere messo fuori gioco in Senato, il ministero autorizzerà al trasporto passeggeri solo raggruppamenti di impresa il cui capogruppo esegue come attività principale di trasporto. Ma Flixbus è solo una piattaforma che diventerà così fuorilegge. Ma non era finito il tempo delle leggi ad personam?

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