Parmalat, da Lactalis una piccola rivoluzione. Tatò presidente

Tutto come previsto: l’assemblea degli azionisti di Parmalat vota a larga maggioranza la lista di Lactalis che prende il comando del nuovo Cda (con 9 membri su 11) e inizia la sua piccola rivoluzione. Francesco Tatò nominato presidente, con lui il gruppo francese ‘piazza’ il presidente di Lactalis Italia, nonché direttore generale di Groupe Lactalis, Antonio Sala, l'avvocato Francesco Gatti (rappresentante legale dei Besnier), Daniel Jaouen, e dei consiglieri indipendenti Marco Reboa, Riccardo Zingales, Marco Jesi e Ferdinando Grimaldi Gualtieri. Le minoranze invece sono state conquistate dalla lista numero tre presentata da Assogestioni che porta in Cda Gaetano Mele (ex ad di Lavazza) e Nigel Cooper.
Ma se le votazioni per il nuovo Cda erano abbastanza scontate, l'assemblea dei soci è rimasta spiazzata da Lactalis per due votazioni: quella di accorciare la durata del Cda da tre anni ad uno e di porre un veto alla proposta del Cda uscente di distribuire ai soci azioni gratuite. La prima decisione – spiega Lactalis – è stata presa per questioni pratiche visto che ci sono molti cambiamenti in vista, a partire dalla chiusura dell'Opa (8 luglio). La seconda proposta, invece, è stato respinta perché non avrebbe comportato effetti significativi rispetto al 28,9 posseduto da Lactalis (i piccoli azionisti l'hanno subito definita “una pugnalata alle spalle”).
Al termine dell’Assemblea, durata meno di quattro ore, c’è spazio anche per una conferma: all’ormai ex ad Parmalat, Enrico Bondi, è stata proposta la candidatura come capolista. “Ho ritenuto che non sussistessero le condizioni per accettare tale offerta – ha spiegato il manager – Auguro a Lactalis un cammino fruttuoso e pieno di successi. Credo comunque che Parmalat oggi sia più solida che nel 2003”, ovvero rispetto a quando era entrato come Commissario straordinario per risollevare il gruppo dalle ceneri del Crac di Calisto Tanzi.