Le banche italiane fanno il pieno di soldi. Ora li mettano nel sistema

Gli istituti tricolori protagonisti dell'asta Tltro da 233 miliardi: ora il sistema creditizio ha i fondi per ripartire l'economia. E tornare anche a guadagnare

Pioggia di soldi in arrivo sulle banche europee, e soprattutto su quelle italiane. Nella quarta e ultima asta Tltro, gli istituti di credito Ue - 474 quelli che hanno fatto domanda - hanno chiesto 233 miliardi di euro, il doppio delle previsioni e il massimo dall'inizio degli incentivi voluti da Mario Draghi. Certo, era l'ultima occasione per riempirsi la pancia di denaro a costo praticamente zero per i prossimi quattro anni. L'obiettivo della manovra, però, è aumentare gli impieghi, cioè dare più soldi al sistema economico: chi centrerà gli obiettivi, potrebbe persino ottenere un rendimento fino allo 0,4%.

Le incertezze politiche, dalla Brexit alle elezioni francesi, e i tassi ai minimi che non potranno durare a lungo, spingono infatti le banche ad accumulare carburante da iniettare nel sistema: sarà un doppio vantaggio, per l'economia che ancora arranca e per le banche. Non appena i margini risaliranno, infatti, gli istituti potranno realizzare margini preziosi. Visto che Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno presentato le richieste più importanti rispettivamente per 24 e 12 miliardi di euro, la speranza è che le banche italiane abbiano il coraggio di scommettere a fondo sul nostro sistema produttivo, contrariamente a quanto fatto ultimamente con un nuovo calo dei prestiti a breve e lungo termine, senza rifugiarsi nell'acquisto di titoli di Stato.

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