Pirateria online: l’appello dei big dell’intrattenimento al G7 Cultura: “A rischio miliardi di investimenti”

Il maestro Riccardo Muti ha diretto l'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per il G7 della Cultura in corso a Firenze

Gli a.d. delle principali aziende di cinema, tv, musica e sport scrivono ai ministri e ai commissari Ue riuniti a Firenze: «Il 30% degli utenti di Internet accede regolarmente a contenuti illegali».

Le più grandi aziende dei media e dell’intrattenimento in generale unite contro la piaga della pirateria online. In occasione del G7 Cultura in programma a Firenze, i numeri uno di alcune delle più grandi realtà del cinema, della tv, della musica e dello sport – tra questi Sky Italia, Vivendi, Mediaset, Warner, Universal, Sony e Walt Disney – hanno consegnato ai ministri della Cultura dei principali Paesi dell’Unione europea una lettera che rappresenta un appello contro la pirateria digitale.

«Scriviamo in rappresentanza di molte delle più grandi aziende di media e di intrattenimento del G7, una parte rilevante del settore creativo che ogni anno contribuisce all’economia globale con 2,25 mila miliardi di dollari», si legge nell’incipit del documento (che potete leggere qui), dove si chiede sostegno e una «attenzione coordinata e strategica» nel contrastare la «sistematica, diffusa e sofisticata violazione online della nostra proprietà intellettuale da parte di imprese commerciali che cercano di generare profitti illeciti sfruttando il nostro lavoro e la nostra creatività».

La maggior parte degli studi, si sottolinea, mostra che circa il 30% degli utenti di Internet in tutto il mondo accede regolarmente a contenuti illegali. Un danno enorme per l’industria dell’intrattenimento, che «mette a rischio miliardi di investimenti e rappresenta una minaccia per decine di milioni di posti di lavoro nei nostri Paesi».

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