Rai: tetto agli stipendi anche per gli artisti

Da Sanremo 2017, il duo comico Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, al centro il conduttore e direttore artistico Carlo Conti

Da Fazio a Carlo Conti, fino a Flavio Insinna potrebbero ritrovarsi con offerte contrattuali decisamente meno vantaggiose rispetto a quelle attuali. In assenza di chiarimenti dal ministero dell’Economia e della Finanze, la Tv di Stato estende l’applicazione della direttiva anche alle star

Rai si mette al riparo: in assenza di una risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze in merito all’applicazione del tetto di 240 mila euro annui (art. 9 della legge 198/26 ottobre 2016) anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica, a partire da aprile viale Mazzini procederà in tal senso. A meno che, «nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi». La decisione è stata presa ieri, giovedì 23 febbraio, dal cda Rai, che ha inoltre approvato all’unanimità il budget di gruppo per il 2017.

Come già annunciato, si prevede un sostanziale pareggio e un livello di indebitamento finanziario netto allineato al valore previsto per il 2016. Tutto questo, nonostante la contrazione delle risorse pari a circa 120 milioni di euro, a causa della riduzione dell’importo del canone da 100 a 90 euro. Il pareggio, infatti, deriva dagli interventi di razionalizzazione dei costi e investimenti, per un valore superiore ai 100 milioni di euro. In particolare, il budget 2017 prevede ricavi totali per 2,62 miliardi di euro (di cui 1,76 miliardi da canone, in flessione di 153 milioni); costi per 2,59 miliardi (-155 milioni); investimenti per 586 milioni (di cui 460 milioni di prodotto e 126 milioni tecnici, per una flessione del 2%); una gestione operativa in utile per 28 milioni e un risultato di esercizio in sostanziale pareggio. Si sostiene inoltre una posizione finanziaria netta stabile per 430 milioni. «Il Budget», si legge nella nota, «non tiene ovviamente conto dell’estensione del tetto retributivo anche alle risorse artistiche, le proiezioni verranno pertanto rielaborate per analizzare i prevedibili impatti provocati dalla possibile ridotta attrattività dell’offerta editoriale di Rai».

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