Tv e minori, l’Italia rischia sanzioni dall’Ue

L’Europa ha dato tempo fino al 29 marzo per correggere il tiro

Sulla tutela dei minori l’Italia rischia una procedura d’infrazione da parte dell’Europa, che ha dato tempo fino al 29 marzo per correggere il tiro. Nel mirino dell’Ue è un decreto del Governo Berlusconi (n. 44 del 16 marzo 2010), che consente - in contrasto con la direttiva europea sui servizi di media audiovisivi - la trasmissione tv di servizi gravemente pericolosi per la salute dei minori (pornografia e violenza gratuita) nella fascia diurna di programmazione. Anche la Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, nella sua indagine conoscitiva sulla tutela dei minori nei media, ha lanciato l’allarme sul fatto che nel nostro Paese «si sta realizzando un progressivo smantellamento» del sistema della protezione dei minori in tv. Servirebbero una razionalizzazione delle norme, un codice di tutela dei minori nei media, insieme a un’educazione all’utilizzo dei media.

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