| Febbraio 2017 |

Lasciati indietro

17-19 febbraio 2017 – Luo Hongni, 11 anni, e il fratello Luo Gan di 10 trasportano ceste di fiori che verranno utilizzati come pasto durante il loro lavoro nei campi. Come milioni di bambini cinesi, Hongni, Gan e i loro due fratelli sono cresciuti dai nonni nelle zone rurali della Cina, mentre i loro genitori sono partiti in cerca di un lavoro nelle aree urbane. Al momento non ci sono cifre ufficiali sul fenomeno dei bambini “Left behind” (abbandonati), ma un recente rapporto del governo di Pechino parla di circa 10 milioni di bambini, ma diversi responsabili della salute dei bambini in Cina assicurano che il numero è vicino ai 60 milioni.
I nonni Luo, che sono anziani e poveri, fanno ciò che possono per soddisfare le esigenze dei quattro bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni; scuole locali, educatori e associazioni di beneficienza provano a colmare le lacune. Tuttavia non possono riempire il vuoto lasciato da mamma e papà, che crea una generazione di ragazzi solitari e che, secondo gli esperti, potrebbero diventare ansiosi, depressi e dallo scarso rendimento scolastico.
Portare i bambini in città non è così semplice: al momento la Cina impone che istruzione e assistenza sanitaria vengano forniti solo nel distretto in cui un bambino è nato e registrato. Il governo cinese ha assicurato che il benessere dei “bambini abbandonati” è una priorità e che lavorerà per migliorare il supporto a questa generazione, dopo aver lanciato il suo primo censimento nazionale per valutare il problema.

Photo by Kevin Frayer / Getty Images

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Vito Sinopoli

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