Dall'identità virtuale alla connessione reale: ecco il futuro di Facebook

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Mark Zuckerberg illustra il futuro di Facebook

Il fondatore del social network spiega quale sarà il futuro della piattaforma: sempre più focus sui Gruppi per formare «comunità significative»: «Non basta connettere il mondo: dobbiamo fare in modo che si unisca sempre più»

Mark Zuckerberg spiega il futuro di Facebook . Non è una confessione pentita come quella di Evan Williams , cofondatore di Twitter che chiese scusa per la deriva dei social network dalle colonne del New York Times , bensì molto di più. Il fondatore della piattaforma da due miliardi di utenti annuncia quale sarà il futuro del social network e, in fondo, del web stesso.

IL FUTURO DI FACEBOOK SPIEGATO DA MARK ZUCKERBERG

Dopo il summit di Chicago, ecco il post e un'intervista alla Cnn - evento più unico che raro - per annunciare la nuova frontiera. «Connettere le persone online non basta», è la sintesi della tv Usa: «Negli ultimi 10 anni siamo rimasti concentrati sull’obiettivo di rendere il mondo più aperto e connesso . Non abbiamo terminato. Ma prima pensavo che, se solo avessimo dato alle persone la possibilità di esprimersi e le avessimo aiutate a connetters i, il mondo sarebbe migliorato da sé. Per molti versi è stato davvero così. Ma la nostra società è ancora divisa . Ora credo che noi abbiamo la responsabilità di fare di più. Non basta connettere il mondo: dobbiamo fare in modo che si unisca sempre più ».

Tra fake news, video al limite della censura e la discussione sui filtri, Facebook resta lo strumento più efficace per «dare alle persone il potere di formare una comunità ». Infatti, dice Zuckerberg, «le nostre vite sono tutte collegate, e nella prossima generazione le nostre sfide e le nostre opportunità più grandi saranno affrontabili solo tutti insieme: porre un termine alla povertà, curare malattie, fermare il riscaldamento globale, diffondere la libertà e la tolleranza, fermare il terrorismo ».

FACEBOOK: ORA TOCCA AI GRUPPI

Non più una bacheca sterminata, quindi, bensì più attenzione ai Gruppi : piattaforme ristrette unite da passioni e interessi comuni. A fronte di un miliardo di persone iscritte, sono però appena 130 milioni gli utenti di Facebook che li usano "correttamente" e ci spendono almeno mezzora a settimana . Sono questi i membri delle «comunità significative » che nella visione di Zuckerberg dovranno arrivare a un miliardo grazie all'uso dell'intelligenza artificiale e alla moderazione umana . Un po' come all'inizio di internet per bloccare l'hate speech.

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