Quanto è intelligente l'intelligenza artificiale?

In apertura, un particolare del sistema ProPilot sviluppato da Nissan per la guida semi-autonoma dei propri veicoli. Lanciato lo scorso anno in Giappone sul minivan Serena, in arrivo in Europa sui nuovi Qashqai, al momento ProPilot sfrutta l’intelligenza artificiale per muovere in autonomia l’auto lungo una corsia dell’autostrada fino a un massimo di 100 km/h

Altro che scenari apocalittici, l’A.I. È già tra noi e sta cambiando in meglio la nostra vita. E sempre di più lo farà negli anni a venire. Arrivando persino a raddoppiare il tasso di crescita della nostra economia

Parlare d’intelligenza artificiale rischia sempre di evocare scenari catastrofici in cui cyborg e automi sono pronti a surclassare il dominio umano. La cultura fantascientifica che alimenta il filone degli apocalittici è tuttavia distante dalla realtà. L’A.I., ovvero artificial intelligence, è una poderosa risorsa per l’uomo e sta già cambiando (in meglio) la nostra vita. Anche se non ne abbiamo totale consapevolezza, i sistemi intelligenti sono largamente diffusi e lo sono da anni. Il navigatore Gps, ad esempio, usa l’intelligenza artificiale per indicare il percorso più rapido per giungere a destinazione, tenendo conto delle condizioni del traffico in tempo reale. Meccanismi automatici di apprendimento sono usati da servizi come Netflix, quando suggeriscono all’utente quali contenuti guardare e, nello stesso modo, il termostato Nest si programma da solo offrendo la migliore temperatura di comfort con notevoli risparmi sulla bolletta. Tutte le volte che facciamo una domanda a Siri o Cortana, le assistenti virtuali presenti sugli smartphone, dietro c’è l’intelligenza artificiale che funziona anche per gestire il robottino che pulisce il pavimento, o quando la chat di un sito risponde a posto di un umano.

RIVOLUZIONE EPOCALE
Non sorprende dunque che questo mercato valga già 8 miliardi di dollari, che diventeranno 47 entro tre anni, almeno secondo le stime della multinazionale di ricerche di mercato Idc (International Data Corporation). È bene tuttavia prendere coscienza di un paio di cose ben riassunte dal pensiero dello scienziato Stephen Hawking che afferma: «Nel futuro l’intelligenza artificiale potrebbe sviluppare una volontà propria in conflitto con la nostra… ma il successo nella creazione di intelligenze artificiali potrebbe rivelarsi il più grande evento nella storia della nostra civiltà». Meglio pensare positivo, almeno nell’immediato, questo è ciò che emerge dal recente report Accenture Technology Vision 2017, che analizza l’evoluzione della tecnologia dei prossimi tre anni. L’85% degli esperti ed executive aziendali intervistati segnala per il triennio a venire investimenti significativi in tecnologie di Intelligenza artificiale, mentre il 31% dichiara che la loro azienda sta pianificando di utilizzare estensivamente gli studi sul comportamento dell’uomo per guidare lo sviluppo di nuove forme di customer experience entro lo stesso periodo. Ma, dato ancor più promettente, l’A.I. potrebbe raddoppiare il tasso di crescita delle economie sviluppate (tra cui l’Italia) entro il 2035, e aumentare la produttività del lavoro con incrementi fino al 40%, a patto che s’intervenga sul modo di produrre e si rafforzino i ruoli e le competenze delle persone nel guidare la crescita.

LE 10 EVOLUZIONI PIÙ PROMETTENTI DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE 

1 GENERATORI DI LINGUAGGIO NATURALE
La produzione di testo da dati informatici. Attualmente viene utilizzata nei customer service, per generare report e per riassumere informazioni di business intelligence.

2 SPEECH RECOGNITION
Trascrive e trasforma la voce in un formato utile per le applicazioni dei computer. Viene impiegata per i sistemi di risposta con voce interattiva e applicazioni mobili.

3 AGENTI VIRTUALI
Chatbot e sistemi avanzati che possono interagire con gli umani. Attualmente questa tecnologia viene impiegata nei customer service e come funzione evoluta di alcune applicazioni.

4 PIATTAFORME DI MACHINE LEARNING
Forniscono algoritmi, API, sviluppo e kit di strumenti di training, ma anche potenza di calcolo per allenare e impiegare i modelli nelle applicazioni, processi e altre machine. Vengono usate nei compiti predittivi e di classificazione.

5 HARDWARE OTTIMIZZATI PER A.I.
Come Gpu e altre applicazioni progettate specificamente per svolgere compiti orientati all’uso dell’A.I.. Sono impiegate insieme alle applicazioni di apprendimento approfondito.

6 MANAGEMENT DECISIONALE
Sempre più aziende usano motori che inseriscono regole e logica nei sistemi d’intelligenza artificiale per la configurazione iniziale, la formazione, la manutenzione e la messa a punto di sistemi o processi

7 PIATTAFORME DI APPRENDIMENTO APPROFONDITO
Un particolare tipo di apprendimento automatico costituito da reti neurali artificiali con più livelli di astrazione. Attualmente utilizzato in applicazioni di riconoscimento e classificazione per l’analisi dei big data.

8 BIOMETRICA
Attivare interazioni naturali tra uomo e macchina, comprendendo le immagini, il riconoscimento del tocco, quello vocale e il linguaggio del corpo. Molti gli ambiti potenziali, dalla sicurezza al marketing e alle vendite.

9 AUTOMAZIONE DEI PROCESSI ROBOTICI
Utilizza gli script e altri metodi per automatizzare l’azione umana a supporto dei processi di business efficienti. Attualmente è usata in quegli ambiti dove l’impiego di risorse umane risulta troppo costoso o inefficiente.

10 ANALITICA TESTUALE E NATURAL LANGUAGE PROCESSING
L’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) utilizza e supporta l’analisi del testo, facilitandone la comprensione della struttura sintattica e semantica, ma anche l’intenzione e lo stato d’animo con cui viene espressa. Viene già usata nella rilevazione delle frodi in ambito della sicurezza, in una vasta gamma di assistenti automatici e nelle applicazioni per l’estrazione di dati non strutturati.

BIG DELL’IT TUTTI D’ACCORDO
Ad alimentare questo settore ci sono tutte le aziende big della tecnologia, che si sono unite nel programma Partnership on A.I.. Fanno parte di quest’associazione senza scopro di lucro Amazon, DeepMind (Google), Facebook, Ibm, Microsoft e da poco anche Apple. L’obiettivo fissato dal board è quello di studiare e formulare le migliori pratiche riguardo le tecnologie di intelligenza artificiale, migliorare la comprensione del pubblico sull’A.I. e servire come piattaforma aperta di discussione e dibattito. D’altra parte è fondamentale che si sviluppi, soprattutto nell’opinione pubblica, la giusta consapevolezza sull’argomento, soprattutto in riferimento all’etica, alla sicurezza e alla privacy. Superare le staccionate ideologiche è fondamentale per lo sviluppo di questa tecnologia, ne sa qualcosa Elon Musk, l’imprenditore miliardario di Tesla e SpaceX, che dopo aver avanzato seri dubbi sull’argomento ha deciso di finanziare OpenAI, una delle più importanti compagnie di ricerca del settore.

CAMBIAMENTI IN OGNI SETTORE
In fondo gli scenari in divenire sembrano molto promettenti. A sostenerlo sono gli scienziati che hanno redatto il recente studio Artificial Intelligence and Life in 2030, indicando diversi contesti della nostra vita che cambieranno radicalmente con lo sviluppo dell’A.I.. Quelli più significativi riguardano i trasporti, la salute e l’educazione. Nell’ambito della mobilità a cambiare i paradigmi non saranno solo le auto a guida autonoma, che potrebbero già iniziare a circolare entro questo decennio, ma assisteremo a una sensibile modifica delle dinamiche del traffico e dei trasporti urbani. Le macchine self-drive avranno un impatto notevole non solo sulle strade, ma soprattutto sull’individuo che avrà più tempo per lavorare, per informarsi o per intrattenersi quando non è al volante; uno scenario tuttavia che richiederà ancora molto per realizzarsi nella sua interezza. I benefici più immediati si avranno dall’intelligenza a bordo delle auto “tradizionali”, che grazie alla diffusione dei sensori risulteranno più sicure ed efficienti. L’idea che i semafori regolino da soli i tempi di sosta sulla base del flusso di traffico è già un obiettivo a portata di mano capace di ridurre inquinamento, consumi e stress. Inoltre, l’analisi dei dati provenienti dai Gps, dalle telecamere di sorveglianza, dai radar consentiranno alle pubbliche amministrazioni di elaborare meglio le corsie preferenziali, la gestione degli orari di consegna merce, il posizionamento delle fermate degli autobus e molto altro. L’A.I. cambierà anche tutta l’organizzazione dei trasporti on-demand come Uber, Lift o i carpooling come Zimride. Parlando, invece, di sanità risulta piuttosto chiaro che nei prossimi 15 anni l’intelligenza artificiale modificherà in modo rilevante i compiti assegnati al personale medico. Ad esempio, mentre oggi la diagnosi di una patologia è affidata in larga parte all’abilità dello specialista di comprendere l’anamnesi del paziente, nel futuro la capacità e l’esperienza del medico verrà amplificata da super computer in grado di elaborare una diagnosi in automatico. Sistemi cognitivi come Watson di Ibm hanno già dimostrato di poter azzeccare con precisione una patologia, elaborando in tempo reale miliardi di dati provenienti da studi medici, analisi diagnostiche e passando in rassegna un numero enorme di cartelle cliniche. In casi particolari poi sarà un robot a eseguire in modo semi-automatico interventi chirurgici, addirittura da remoto. Gli scienziati che hanno partecipato alla ricerca sostengono che l’A.I. impatterà anche nel settore dell’educazione e dell’istruzione con il pensionamento anticipato degli insegnati, sostituiti da robot più efficienti e instancabili. Veri e propri automi potrebbero impartire con risultati migliori lezioni di matematica, chimica, fisica, ma anche pianoforte e ballo, verificando in tempo reale la capacità di apprendimento dell’alunno e regolando le esigenze didattiche in modo progressivo. Detto in altri termini, impareremo meglio, più velocemente, ma non sarà più possibile millantare crediti perché ognuno di noi avrà una pagella o un curriculum stilato in mondo inflessibile.

COME SARÀ IL DOMANI?
Oltre alle gabole, dovremo direi addio anche alla nostra privacy. Ogni cosa che faremo sarà monitorata e controllata, “ufficialmente” a scopo di bene. L’intelligenza artificiale, infatti, potrebbe essere in grado di prevenire crimini ed eventi catastrofici come in Minority Report. Questa volta però la fiction non c’entra, visto che il Dipartimento di Polizia di New York ha attivato da tempo un software di analisi predittiva del crimine, basato sui dati statistici raccolti dal sistema Compstat, che ha già fatto registrare una riduzione degli eventi delittuosi del 75%. I risvolti di una simile tecnologia sono ovviamente insidiosi e interessanti al tempo stesso. Predire il futuro senza bisogno di oracoli, ma basandosi su dati certi potrebbe rivoluzionare completamente il nostro modo di vivere. Basta ipotizzare l’uso di questa tecnologia nelle transazioni finanziarie, nell’ambito delle scommesse sportive o i giochi d’azzardo, nella sicurezza ambientale, per comprenderne la portata. Siamo molto distanti da questo scenario, ma non si tratta di fantascienza. Il team di ricerca del professor Carl Vondrick al Massachusetts Institute of Technology di Boston ha già sviluppato un algoritmo in grado di prevedere il futuro di un secondo. Per il momento la ricerca condotta al Mit si basa sullo studio previsionale di video, ovvero sulla capacità di prevedere come si evolve un filmato partendo da un solo fotogramma, ma sono in molti a ritenere che i rapidi progressi in questo campo potranno alimentare nuove e più promettenti ricerche. Intanto l’A.I. è pronta a cambiare le regole del gioco in diversi comparti tradizionalmente restii all’innovazione. Basti pensare che le banche stanno già usando servizi di machine learning per individuare all’istante transazioni sospette. Anche i customer service, grazie ad algoritmi e chatbot, sono in grado di rispondere a dubbi ed esigenze dei clienti in modo più rapido e soddisfacente. Non sorprende che gli analisti prevedano proprio per questo mercato un boom con tassi di crescita nel periodo 2016-2024 del 27,8% raggiungendo, secondo le stime di Market Research Hub, una dimensione di 994,5 milioni di dollari entro i prossimi otto anni.

DA TENERE D’OCCHIO
Insomma, è un mondo in fermento che potrebbe presto dare alla luce interessanti realtà, magari le nuove Google o Facebook del prossimo decennio. Conviene, quindi, tenere d’occhio alcune start up come Cerebras Systems, che sta sviluppando chip dedicati al deep learning e che ha già incassato finanziamenti per 30 milioni di dollari; ma anche DefinedCrowd, l’azienda di analisi dei dati e riconoscimento vocale già scelta da Sony e Amazon Alexa. Una di quelle più promettenti chiamata Meta, un motore di ricerca in grado di riconoscere autori e citazioni e fornire i documenti più rilevanti invece di quelli ottimizzati dal Seo, è stata infine appena comprata da Chan Zuckerberg Initiative, l’organizzazione filantropica dei coniugi Zuckerberg.

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