Internet sempre più veloce: +17% nel mondo. Ma l'Italia è 54esima

I dati Akamai: Svezia al primo posto in Europa con 16,1 Mbps. Il Belpaese registra una crescita della banda larga, ma i 25 Mbps restano un miraggio (8,7% degli utenti)

Internet è sempre più veloce nel mondo: la velocità di connessione è cresciuta del 17% nell'ultimo anno. Lo dicono i dati di Akamai Technologies, leader mondiale nell’offerta di servizi di Content Delivery Network, pubblicati nel Rapporto sullo stato di Internet relativo al secondo trimestre 2015. «Continuiamo ad osservare una crescita delle velocità di connessione, in particolare nei confronti anno su anno», dice David Belson, responsabile del rapporto. «L’incremento nella velocità di connessione è fondamentale dato che sempre più contenuti, non ultimi i video di qualità sempre più alta, vengono distribuiti via Internet. Il progresso e l’innovazione in queste aree, come evidenziato dal rapporto, giocherà un ruolo fondamentale per rispondere alla domanda di accesso sempre e in ogni luogo da parte degli utenti».

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VELOCITA'. Nel secondo trimestre 2015 la velocità media globale di connessione è aumentata del 3,5% a 5,1 Mbps rispetto ai tre mesi precedenti. La variazione sul trimestre precedente è stata positiva per i primi dieci Paesi con l’eccezione della Corea del Sud, scesa del 2,1% a 23,1 Mbps. Il trimestre ha visto sette Paesi europei nella lista dei primi 10: Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia, Lettonia, Finlandia e Repubblica Ceca rispettivamente nelle posizioni dalla quarta alla decima (ma tutti gli Stati del Continente hanno superato la soglia convenzionale dei 4 Mbps di velocità di connessione media, mentre 17 hanno superato la soglia dei 10 Mbps). La Norvegia ha mostrato il progresso maggiore (+38%) e altri sei Paesi hanno mostrato incrementi superiori al 20%: Slovacchia +34%, Portogallo +31%, Finlandia +27%, Polonia + 25%, Spagna +22%, Germania + 21%.

I PICCHI. Per quanto riguarda il picco di velocità, il dato è cresciuto del 12% toccando i 32,5 Mbps. In nove dei Paesi esaminati la velocità media di picco è stata superiore a 50 Mbps, con la Romania a guidare per la prima volta il gruppo grazie ai suoi 72,1 Mbps. Le variazioni rispetto allo stesso trimestre 2014 sono risultate positive in tutti i Paesi. La crescita maggiore spetta alla Norvegia, con +34%, mentre negli altri Paesi la crescita è stata compresa tra 4,1% in Austria e 31% in Finlandia.

MOBILE. Il numero di abbonati ai servizi dati mobili è cresciuto rapidamente determinando un aumento del traffico dati insieme con un aumento continuo del volume medio di dati scambiati per abbonato. In base ai dati di traffico raccolti da Ericsson, il volume di traffico dati mobile è cresciuto del 15% tra il primo e il secondo trimestre 2015 e del 55% rispetto al secondo trimestre dell’anno passato.

BANDA LARGA. Per la prima volta è stata anche misurata la percentuale di indirizzi IP connessi alla rete Akamai con una velocità media superiore a 25 Mbps. Globalmente si tratta del 4,9% degli indirizzi IP unici (+7,5%). Nonostante il declino (-5%, a toccare il 29%), la Corea del Sud è ancora il primo Paese al mondo nella penetrazione dei 25 Mbps. La Svezia, al quarto posto con una penetrazione del 15% guida la pattuglia europea, seguita da Lettonia, Svizzera, Lituania, Norvegia, Finlandia e Olanda nelle posizioni fino alla decima.

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E L'ITALIA? Anche per il secondo trimestre del 2015, Italia, Turchia e Sudafrica rimangono gli unici Paesi Emea a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. In particolare, nonostante un lieve miglioramento, il nostro Paese si assesta sugli 8,7%, +35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno un +19% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, le connessioni a banda larga sono aumentate complessiviamente del 13%, raggiungendo il 70% (+1,5 in tre mesi).

Per quanto riguarda la velocità media, nonostante i progressi l’Italia si piazza alla 54esima posizione a livello mondiale e 23esima tra i paesi Emea con 6,4 Mbps (-4,1% rispetto al primo trimestre dell'anno, +12% in un anno). Penultimo posto in Emea (69° mondiale) anche per il picco, anche se riscontra una crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2014).

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