Se anche l'Internet of Things scopre il mondo dei virus

Sarebbero già 300 mila in tutto il mondo i device IoT infettati da un malvare, il 3,5% si trova in Italia

Era un pericolo spesso agitato dai critici dell'Internet of Things: "Che cosa succederà se un hacker prenderà possesso della vostra casa o dell'auto a guida autonoma che vi sta trasportando?", è lo scenario agitato con terrore. Non siamo a questo punto, ma dall’ottobre 2016 almeno 300 mila dispositivi IoT sono stati infettati da un un misterioso malware chiamato Hajime. Gli attacchi provengono principalmente da Vietnam (20%), Taiwan (13%), Brasile (8,9%) e Turchia (6,6%), mentre la maggior parte delle vittime si trova in n Iran (19%), Brasile (8,8%), Vietnam (7,9%), Federazione russa (7,5%), Turchia (6,2%). L'Italia rappresenta il 3,5% del totale.

«L ’aspetto più interessante di Hajime è il suo scopo. Sebbene la botnet stia diventando sempre più grande, il suo obiettivo rimane ignoto. Non abbiamo visto le sue tracce in alcun tipo di attacco o altra attività criminale ”, ha commentato Konstantin Zykov, Senior Security Researcher di Kaspersky Lab. «I dispositivi compromessi sono pronti a cooperare per eseguire le istruzioni degli autori del malware all’insaputa delle loro vittime». Secondo i ricercatori, i cyber criminali si stanno concentrando su determinati apparecchi, tra cui videoregistratori (Dvr), apparecchi per la videosorveglianza, webcam e router.

Dispositivi infetti per Paese (elaborazione dati Kaspersky)

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