La Silicon Valley sembra il Trono di Spade

La Silicon Valle si spacca sull'intelligenza artificiale. A tutti quelli che osannavano la prossima rivoluzione hi tech, aveva risposto qualche giorno fa Elon Musk. Il fondatore di Tesla aveva avvisato tutto del pericolo «per la civilizzazione umana» garantito dallo sviluppo eccessivo dell'intelligenza artificiale. L'AI metterebbe addirittura a rischia la sopravvivenza della nostra specie, secondo il visionario patron anche di Space X che ha chiesto in proposito interventi governativi. Nonostante la stessa Tesla abbia investito molto nelle auto a guida autonoma. 

LA SILICON VALLEY SI SPACCA SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Agli scettici - Musk in primis, anche senza nominarlo - risponde Mark Zuckerberg con una diretta video . Il fondatore di Facebook ha definito una posizione «piuttosto irresponsabile» quella di chi si oppone alla rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Facebook sta facendo importanti investimenti in questa tecnologia sin dall'acquisizione di Oculus e ovviamente difende la propria strategia. La risposta di Musk non si è fatta attendere: su Twitter , mr. Tesla ha definito «limitata» la comprensione della materia da parte di Zuckerberg.  

Si spacca, dunque, la Silicon Valley sulla tecnologia. Un po' come già successo con i robot, quando Bill Gates aveva chiesto una robot tax per pagare uno stipendio di cittadinanza a tutti quelli che perderanno il lavoro a causa dell'arrivo degli automi. Una parziale sconfessione della storia di Microsoft, ma che fa capire come il fronte delle big company non sia più unito verso il progresso. 

QUALCOMM AVVICINA APPLE E GOOGLE

Ma c'è anche un altro fronte, ben più prosaico, che riaccomuna a sorpresa i protagonisti dell'hi tech nei confronti di un comune nemico. Nello scorso gennaio, Apple ha fatto causa a Qualcomm, il fornitore di chip LTE usati negli iPhone. Secondo Cupertino, l'azienda offre lo stesso prodotto a prezzi molto più convenienti ad altre aziende. Qualcomm ha risposto con una controdenuncia ad Apple e ai suoi fornitori per non aver pagato le licenze d'uso.

Decisivo nella contesa potrebbe essere  l'intervento della Computer and Communication Industry Association - associazione di categoria di cui sono membri anche Microsoft, Facebook, Amazon, Samsung e Google - che ha accusato Qualcomm di abuso di posizione dominante. Una mossa che potrebbe mettere l'azienda di chip in difficoltà costringendola ad abbassare i prezzi e a rinunciare alle sue strategie aggressive.