Parte dall'Italia il futuro dei big data

L'indagine congiunta Antitrust, Agcom, Garante Privacy tenta di far chiarezza sulle applicazioni e gli utilizzi illeciti del tesoro dei nostri dati personali «essenziali per la creazione di posti di lavoro e il progresso sociale»

Parte dall'Italia il futuro dei Big Data . Un tesoro di informazioni raccolte dalla grandi piattaforme online che apre la porta ad applicazioni praticamente infinite, ma anche ad utilizzi illeciti. Su questi problemi hanno avviato un'indagine congiunta Antitrust, Agcom, Garante Privacy per cercare di raccontare in modo multidisciplinare il futuro di uno dei grandi temi della tecnologia di oggi.

INDAGINE SUI BIG DATA

«I big data si differenziano dagli altri dati per la particolare estensione della quantità di dati raccolti (volume), la continua evoluzione dei dati e la rapidità di analisi in tempo reale effettuata tramite l’utilizzo di complessi algoritmi ( velocità ) e la diversità e ricchezza a seconda del contenuto e del formato dei dati ( varietà ). Tali dati sono divenuti essenziali per la crescita economica, l’offerta di servizi innovativi, la creazione di posti di lavoro e il progresso sociale, ma il loro uso può comportare anche potenziali rischi per la riservatezza delle persone», si legge in una nota congiunta.

«I big data rappresentano infatti un notevole patrimonio informativo e l’utilizzo di queste informazioni comporta specifici rischi per la tutela della riservatezza delle persone , tenuto conto anche del fatto che, grazie alle nuove tecnologie e alle tecniche di analisi, elaborazione ed interconnessione dei dati, risulta in molti casi possibile “re-identificare” un individuo attraverso informazioni apparentemente anonime», aggiunge il documento. «La potenzialità dei big data, anche rispetto a dati anonimi o aggregati, può tradursi in profilazioni sempre più puntuali ed analitiche , con il rischio di nuove forme di discriminazione per le persone e, più in generale, in possibili restrizioni delle libertà».

A TUTELA DELLE PERSONE

Le Autorità intendono quindi analizzare se, e al ricorrere di quali condizioni, i big data possano tradursi in barriere all’entrata nei mercati o favorire comportamenti restrittivi della concorrenza tali da ostacolare lo sviluppo e il progresso tecnologico nonché ledere il diritto alla protezione dei dati delle persone coinvolte. L’analisi delle tre Authority congiunte, un caso unico in Europa, si concentrerà sull’impatto delle piattaforme e dei relativi algoritmi sulle dinamiche competitive nei mercati digitali, sulla tutela della privacy e della capacità di scelta dei consumatori e sulla promozione del pluralismo informativo. Ciò anche al fine di verificare gli effetti sull’ecosistema digitale dell’aggregazione di informazioni e dell’accessibilità ai big data ottenuti attraverso forme non negoziate di profilazione dell’utenza.

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