Decontribuzione per i giovani? Ma i tagli passeggeri non bastano

Un taglio drastico del cuneo fiscale per i giovani: è questa la proposta del viceministro all'Economia, Enrico Morando, per combattere la disoccupazione giovanile. Si tratterebbe di una misura sostanziale per i primi due anni, cui far seguire un taglio strutturale più contenuto per chi viene stabilizzato in maniera definitiva.

DECONTRIBUZIONE PER I GIOVANI? I TAGLI PASSEGGERI NON BASTANO

 «Dopo le misure adottate con le precedenti manovre (80 euro, Sia, e quattordicesima pensionati) che hanno migliorato le condizioni delle fasce più deboli ad eccezioni dei giovani», ha spiegato Morando all'Adnkronos , «è giunto il momento di intervenire massicciamente e univocamente per migliorare l'occupazione dei giovani. La mia idea è che per ogni giovane che vie assunto occorre prevedere per i primi due anni una fiscalizzazione degli oneri contributivi dell'ordine del 50%. Passati i due anni in capo a quel giovane deve rimanere una riduzione strutturale dei contributi di 4 punti percentuali da dividere al 50% tra impresa e lavoratore».

Non resta che sperare che sia la volta buona, visti i tanti annunci fallimentari del passato, a partire dalla decontribuzione del Jobs Act . Gli elementi per essere perplessi non mancano, visto che alla fine il taglio strutturale sarà appena di 2 punti percentuali per le aziende (e altrettanti per i lavoratori). Servirà, però, far ripartire l'economia per stimolare tutta l'occupazione, non solo quelli per i giovani. Nella prossima manovra saranno previsti 5 miliardi dalle privatizzazioni (Poste e Ferrovie) e il rifinanziamento di quei provvedimenti che sembrano aver dato una mano concreta alle imprese, a partire dal superammortamento del 140% per le imprese che investono in macchinari e dal credito d'imposta a favore degli investimenti per la ricerca