«Non aprite quella porta»: o il colloquio di lavoro andrà male

Il colloquio di lavoro andrà male se... Ormai siamo pieni di decaloghi su cosa fare e non fare per non fallire alla prima impressione: essere in orario, non farsi accompagnare da mamma, vestirsi bene ecc. Ma una volta rispettate tutte le regole, si può ancora rovinare tutto? Certo, ponendo delle domande che non fanno mai fatte, pena mettere di malumore l'intervistatore. «Ogni intervistatore vorrebbe sempre trovarsi di fronte candidati zelanti, che fanno domande argute, perché ciò denota proattività e interesse verso il ruolo, che sono fondamentali», assicura Robby Vanuxem, Managing Director per il Belgio della società internazionale di ricerca del personale Hays: ma alcune domande proprio non vanno fatte. 

«Non aprite quella porta»: o il colloquio di lavoro andrà male

La prima questione da non affrontare mai è la durata del colloquio. Può sembrare una domanda innocente, ma la risposta naturale è: "Ha qualcosa di meglio da fare?". «Anche un candidato può essere una persona impegnata, specialmente se ha già un lavoro, ma chiedendo quanto tempo dura l’intervista lo pone subito in una cattiva luce, ancor prima che questa sia iniziata», spiega Vanuxem. Attenzione, però, guardare ossessivamente l'orologio vale quanto porre la domanda.

Non bisognerebbe fare nemmeno domande che denotano impreparazione: dovreste arrivare preparati, ma se non lo siete non aiutate l'intervistatore ad accorgersene. Piuttosto, rivolgete domande approfondite, per esempio per capire qual è la cultura aziendale e che tipo di opportunità di crescita ci siano.

Non parlate di denaro, almeno che non vi sia fatta questa domanda esplicitamente. Ma non chiedete nemmeno la durata della pausa pranzo: ogni questione riguardante il "quanto" (aumento, promozione, ferie) va rigorosamente evitata.  «Queste sono alcune delle domande peggiori che possiate rivolgere», conferma Vanuxem, «perché rischiate di dare un’idea sbagliata sulle vostre priorità, che nella prima fase devono essere esclusivamente ottenere il posto per cui siete candidati».

Le domande da non fare a un colloquio di lavoro

Trovare un buon clima di lavoro è fondamentale per ciascuno, ma non ponete domande dirette su queto tema: chiedere a un recruiter se gli piacciono i suoi colleghi ha il sapore della maleducazione. Piuttosto, domandate quale atmosfera si respira in azienda e quanto è importante il team working. «Chiedere all’intervistatore di dire qualcosa di sé è una bella mossa, ma assicuratevi di non fare domande troppo personali», chiarisce sottolinea Vanuxem. 

Infine, mai mai chiedere «avrò il lavoro?». Non farete bella figura, ma sembrerete solo presuntuosi. Limitatevi a mostrare entusiasmo se credete che il colloquio sia andato bene: «Nel rivolgervi all’intervistatore siate sempre professionali e positivi, perché così potrete ottenere le informazioni che cercate e allo stesso tempo lo impressionereste positivamente, aumentando le vostre probabilità».