Polemica alla Fincantieri. «Microchip nelle scarpe dei lavoratori»

Dipendenti controllati a distanza, attraverso microchip inseriti nelle loro scarpe. Sembra uno scenario degno dell’orwelliano 1984 , e invece si tratta di un’ipotesi reale del 2014, partorita dai dirigenti di Fincantieri per monitorare le attività dei lavoratori. Contro tale prospettiva, che è stata comunicata ai media dai sindacati Fiom, Fim e Uilm, ieri gli operai del cantiere del Muggiano a La Spezia hanno bloccato per più di un’ora la strada provinciale di fronte allo stabilimento.

CONTROLLO A DISTANZA. Secondo i contestatori l’azienda, attualmente in trattativa per il rinnovo del contrattointegrativo che scadrà ad aprile prossimo, avrebbe deciso di introdurre l’uso di mezzi tecnologici per poter individuare in ogni momento la posizione del dipendente. A livello teorico, i microchip inseriti nelle scarpe dovrebbero servire per aprire automaticamente i tornelli e solo agli autorizzati, o per individuare aree di criticità in caso di incidenti. Tuttavia, l'opinione dei sindacati è che questa procedura costituirebbe una violazione dello Statuto dei lavoratori, che vieta – appunto – il controllo a distanza.

LAZIENDA RESPINGE LE ACCUSE.Fincantieri tuttavia respinge tale interpretazione, facendo notare che nel contratto integrativo si parla esplicitamente di tecnologie per migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro. «L’azienda ritiene utile che in ciascun sito vengano adottati impianti audiovisivi e o altre apparecchiature tecnologiche, trattandosi di strumenti che, se coerentemente finalizzati, sono in grado di incrementare il livello di sicurezza complessiva nei luoghi di lavoro. Le apparecchiature di cui sopra – conclude l’azienda - non verranno utilizzate per il controllo a distanza dei lavoratori».

JOBS ACT. La protesta di La Spezia è solo l’ultima di una piccola serie; in questi giorni, altre forme di agitazione hanno interessato interessando gli stabilimenti Fincantieri di RivaTrigoso (per motivi analoghi), Marghera e Sestri. Va sottolineato che la stessa riforma del lavoro contenuta nel Jobs Act permette, in effetti, alle aziende di controllare a distanza i lavoratori; tuttavia, la norma è ancora in attesa dei decreti attuativi, e in tutti i casi i dispositivi di controllo legittimi dovrebbero interessare solo i macchinari, e non coinvolgere direttamente i lavoratori.