Più attenti alle variabili "soft"

Sto ricevendo molte chiamate da parte di executive che desiderano essere consigliati su come comportarsi di fronte all’offerta di un nuovo lavoro in un momento cosi delicato. Credo pertanto valga la pena condividere alcune considerazioni che riguardano le dinamiche di cambiamento e le scelte relative alla propria carriera in questa particolare congiuntura di mercato.Viviamo infatti in uno dei momenti di maggiore incertezza degli ultimi decenni, anche se non necessariamente il più difficile, di cui sicuramente appare complesso diagnosticare reale entità e durata. Questo sta avendo una serie di ripercussioni sul mercato del lavoro tanto dal punto di vista delle aziende quanto dei manager. Vediamo quali. In un momento di recessione, innanzitutto, domina un atteggiamento generalizzato di grande cautela; un’attitudine diffusa a considerare i rischi insiti in un cambiamento molto più delle opportunità. Per le aziende questo si traduce spesso nel concentrare la ricerca nell’ambito del proprio settore di attività, come pure nel dare vita a un processo di selezione molto articolato, caratterizzato da numerosi step di intervista che coinvolgano tutti gli stakeholder, oltre che nel prendere referenze approfondite sul candidato che ne certifichino, in aggiunta ai risultati conseguiti e alle competenze, anche aspetti più “soft” quali lo stile di leadership o di comunicazione. Specularmente, nei candidati domina una grandissima attenzione nel valutare ogni aspetto del nuovo lavoro, sia nel breve termine sia in prospettiva, e le aziende devono quindi dedicare tanto tempo e risorse ad attrarre e rassicurare una candidatura quanto a sceglierla. Un corollario di questo aspetto si sta verificando nella domanda ormai unanime da parte dei manager di non essere soggetti al periodo di prova o di godere di forme di tutela che prevedano già i termini di un’eventuale risoluzione contrattuale richiesta dall’azienda. Ovviamente questi aspetti sono oggetto di normali dinamiche negoziali, in cui la situazione del candidato può giocare un ruolo decisivo: chi vive oggi una situazione positiva sarà molto più “intransigente” e potrà farne un elemento determinante. Un altro aspetto che caratterizza questo momento è la grande propensione da parte delle aziende a mettere in atto forti azioni di retention nei confronti dei manager ritenuti chiave o di maggior talento; questo avviene tanto in modo preventivo quanto specifico (a fronte di dimissioni) scatenando spesso “rilanci” per trattenere la risorsa. Un ultimo aspetto è, per contro, rappresentato dagli executive che vivono momenti di discontinuità (che magari si protraggono più a lungo del previsto), che sono pronti a rimettersi in gioco con ruoli e retribuzioni inferiori rispetto al livello raggiunto e rappresentano eccellenti opportunità per le aziende.

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