Quando manager si scrive con la “T”

Mi sento spesso chiedere quali siano oggi le caratteristiche vincenti di un manager in un processo di selezione, quelle più richieste e che consentono di fare la differenza in un mercato del lavoro sempre più difficile e competitivo. Naturalmente ogni processo di executive search ha caratteristiche peculiari, però è certamente possibile delineare un elemento sempre più ricorrente tra i fattori critici di successo di un profilo dirigenziale.

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Tale fattore è efficacemente descritto dall’immagine della lettera “T”, vale a dire la capacità di operare all’interno dell’organizzazione tanto in verticale, cioè in profondità, quanto in orizzontale, vale a dire interagendo in modo efficace con le altre funzioni aziendali.
La grande competitività di qualsiasi settore, e i sempre più ridotti margini che il mercato può oggi riconoscere, rendono infatti indispensabile un elevato livello di integrazione “orizzontale” tra le funzioni aziendali in tutte le fasi della creazione del valore, e richiedono ad ogni direttore di funzione la capacità di compartecipare alla conduzione dell’azienda.
Così, per esempio, la conoscenza dei canali e dei clienti è oggi indispensabile in un profilo di marketing, tanto quanto la sensibilità verso le strategie di marca è imprescindibile per chi operi nelle vendite; o ancora la capacità di comprendere le problematiche commerciali “a valle” (talvolta addirittura di gestire in modo diretto la relazione col cliente) è fondamentale per chi abbia responsabilità sulle Operations o nella R&D, tanto quanto lo è, in modo speculare, la comprensione delle variabili industriali o di prodotto “a monte” per chi operi in ambito commerciale. O ancora per coloro che ricoprano ruoli in ambito Hr o finanziario è indispensabile l’attitudine denominata business partnership, consistente nella capacità di interpretare le priorità dettate dal core business e dalla strategia aziendale, rispetto alle quali esprimere un ruolo che sia contemporaneamente di stimolo, supporto e controllo.
Tutto ciò va però coniugato con un grande livello di competenza tecnica all’interno della propria famiglia professionale, capace di scendere in profondità nell’affrontare problemi specifici insieme al proprio team quando necessario. A tale proposito, infatti, va sottolineato come lo scenario attuale imponga a ogni manager la capacità di apportare rapidamente e in modo significativo valore in un nuovo ruolo, il che si traduce quasi sempre in modo imprescindibile nel possesso di competenze specifiche di settore già sviluppate, che tradotte in termini di mercato del lavoro risultano essere una forte limitazione alla mobilità intersettoriale. Per le aziende l’inserimento di un manager dall’esterno infatti non può più giustificarsi unicamente in chiave prospettica o potenziale, ma deve esprimere da subito un incremento di performance chiaramente percepibile.
La capacità dunque di coniugare le due dimensioni, quella verticale e quella orizzontale, muovendosi tra di esse con grande flessibilità ed efficacia, rappresenta oggi la competenza più rilevante per un manager per poter competere con successo nel mercato del lavoro attuale.

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