Quanto vale (davvero) un Mba?

Mba

«Sto da tempo pensando di fare un investimento su me stesso e partecipare a un Mba, magari all’estero. Che tipo di ritorno posso aspettarmi qualora lo facessi? È il momento giusto per farlo? Quali rischi vede in questa mia scelta e in generale quale suggerimenti mi può dare in proposito?»

Trovo molto interessante questo spunto che esprime un quesito comune a molti manager in un determinato momento della loro carriera, e lo accolgo volentieri in quanto ritengo che a fronte dell’ingente investimento di risorse richiesto per partecipare a un programma di Mba sia fondamentale essere consapevoli dei reali benefici che può apportare, onde non correre il rischio di nutrire aspettative poco realistiche e andare incontro a qualche delusione. Mi capita infatti di incontrare spesso executive che hanno in passato fatto questa scelta, come pure di parlare ad aule che stanno terminando i loro Mba, e noto costantemente una certa mancanza di consapevolezza circa i vantaggi che sia lecito attendersi nel nostro mercato del lavoro.
Partiamo dal dire ciò che un Mba non è, vale a dire un differenziatore di carriera. A fronte di un’identità professionale ben delineata, maturata attraverso alcuni anni in una determinata area funzionale, molto difficilmente da parte del mercato verrà data a chi avrà conseguito un Mba l’opportunità di proseguire il proprio percorso in una famiglia professionale differente.
Il grande valore di un Mba risiede infatti nel poter conseguire una visione completa e integrata sulla gestione di un’azienda, maturando tanto un approccio sistemico generale quanto strumenti specifici per affrontare le diverse aree funzionali. Questo potrà risultare decisivo tanto nel sostenere la crescita di un manager fino all’assunzione di ruoli che prevedano la gestione completa di un business, quanto nel rendere più efficace la sua capacità di interazione con le altre funzioni aziendali. Dunque, se vogliamo, molto più che il titolo in sé conterà il contenuto. Un Mba potrà risultare un acceleratore di percorso, a patto che il titolare sappia applicare concretamente gli insegnamenti appresi. Ma questo avverrà proseguendo il cammino professionale interrotto (nel caso di un percorso full time), tanto nell’azienda precedente quanto attraverso il mercato. Tali fattori hanno tra l’altro portato in questi anni allo sviluppo di programmi di executive Mba che non rendono necessario interrompere la propria attività lavorativa. Un altro fenomeno in atto è il progressivo venir meno di Mba “sponsorizzati” dall’azienda presso cui il manager lavora, dovuto tanto a ragioni di budget quanto alla strutturale dinamicità del mercato del lavoro che porta i manager a cambiare azienda più volte nel corso della carriera. Questo elemento “stressa” ancora di più la componente individuale della motivazione, che deve pertanto essere adeguata all’investimento da compiere.
Un’ultima considerazione riguarda il momento in cui è più opportuno effettuare un Mba. Indicativamente ritengo che la collocazione temporale migliore sia dopo quattro-cinque anni di lavoro se si preferisce la versione intensiva “classica” in quanto di solito non si sono ancora raggiunte posizioni di un livello tale da non potere essere lasciate senza rimpianti, mentre oltre i dieci anni consiglierei senza dubbio un programma per executive.

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Massimo Picca
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