Creare ricchezza e liquidità

Redistribuzione della ricchezza. È un argomento all’ordine del giorno così come le richieste di interventi statali a sostegno di una sua equa ripartizione. Corretto, in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo. E ancora di più a fronte di interventi statali che sono tutt’altro che equi, con finanziamenti a pioggia a enti spesso di scarsa utilità e privilegi unicamente classificabili come retaggio del passato.

Il punto di partenza dovrebbe essere, da un lato, la definizione di un sistema di regole per la gestione della spesa pubblica e, dall’altro, l’impegno dell’amministrazione a pagare i debiti nei confronti dei propri fornitori. Finché la P.a. continua a estinguere il dovuto per le proprie commesse con tempistiche pari a 135 giorni, contro una media europea di 65 (come rileva Confartigianato), è difficile che le imprese creditrici possano a loro volta disporre delle risorse necessarie a pagare i propri debitori puntualmente.

Ma la questione fondamentale è come si può continuare a creare ricchezza da redistribuire? C’è una sola risposta possibile: con il lavoro ovvero con idee e voglia di rischiare. Questi sono i presupposti affinché si inneschi un meccanismo che porti denaro e liquidità nelle casse delle imprese. E proprio la liquidità sarà un’altra questione cruciale nei prossimi mesi, chi ne disporrà avrà un valore aggiunto nei confronti dei propri concorrenti. Affinché ciò si realizzi è necessario che le imprese creino con i fornitori, anzi permetteteci con i partner, e con i principali clienti un circolo virtuoso di garanzie reciproche, dove qualità, serietà e affidabilità possano diventare parole piene di significato.

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