L’esperienza dice che la lealtà paga

Questo periodo di travaglio ha messo e mette a dura prova l’umanità di tutti.
Mors tua vita mea, è la normalità.
Il sentiment (come dicono gli inglesi) generale è quello di sfoderare la pistola. Perchè si pensa che alla fine tutto s’aggiusta e che se anche restassero sul terreno qualche decina di migliaia, o centinaia di migliaia o milioni di lavoratori non si tratterebbe altro che del “giusto” tributo che la crisi chiede alla società.
Invece la nostra esperienza dimostra che “tendersi la mano” in momenti di crisi conviene di più. Perchè l’umanità nei rapporti professionali, alla lunga, paga di più della spietatezza alla Adam Smith.
Essere feroci quando si fa business regala un senso di onnipotenza che evapora non appena la crisi lambisce il portone della propria impresa. A quel punto si può solo sperare, invano, che gli altri non siano altrettanto spietati.
L’esperienza, infatti, dice che un manager o un imprenditore che nel proprio mestiere si comportano da persone leali, hanno più chance di essere presi in considerazione da partner e concorrenti se la crisi dovesse colpirli. Non credo esista una legge economica che sancisca questa regola, ma so che l’esperienza questo insegna.
Nel tempo, insomma, la correttezza paga molto di più. E a volte non solo “alla lunga”, ma nel presente, cioè proprio nell’istante nel quale si compie il proprio dovere di manager e imprenditore. È sempre l’esperienza, infatti, a dire che spesso si sceglie con chi fare affari in base a questa posizione umana.

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