La stagione del coraggio

L’autunno che ci aspetta deve essere la stagione del coraggio. È tempo di ricominciare con nuovo entusiasmo e voglia di fare. Un discorso che vale per il singolo imprenditore e manager, ma ha ancora più valore a livello istituzionale. In questo senso è tempo di far partire o ripartire i cantieri delle grandi opere, quelle già decise e deliberate da tempo eppure non ancora avviate e quelle già partite e bloccate da iter burocratici infiniti. Per citare un esempio su tutti, i progetti per l’Expo 2015. È tempo di essere concreti e ridefinire ulteriormente i rapporti tra banche e imprese, partendo da Basilea 2 al fine di facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese. È tempo di sostenere l’internazionalizzazione delle aziende italiane di tutte le dimensioni, perché operare entro i confini nazionali non è più sufficiente a garantire il successo. È tempo di riformare il mercato del lavoro, offrendo a tutti contratti più flessibili e meno onerosi e in grado di accrescere le tutele in caso di perdita del posto, come propone da tempo il senatore Pietro Ichino. È tempo di impegnarsi per formare una nuova classe dirigente più preparata e motivata, un discorso che comincia nella scuola e prosegue nelle imprese. È tempo, infine, di incentivare gli investimenti in cultura da parte delle imprese, introducendo sgravi fiscali per chi sostiene il settore.
Tutti questi interventi istituzionali, molto concreti, sono indispensabili al ritorno della fiducia nel sistema economico e politico da parte di imprenditori e manager. Un ingrediente fondamentale affinché le imprese possano continuare a fare del loro.

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