Ora o mai più!

Non si respira un buon clima sui mercati. Il tempo è variabile, con folate di vento di cui non si intuisce bene la direzione, temporali e acquazzoni con flebili schiarite, subito offuscate. Difficile stabilire se si tratti di bizze primaverili o di strascichi invernali. Che Dio non voglia, perché la stagione del grande freddo che dura ormai da oltre tre anni ci ha già abbondantemente regalato gelate e rigidità senza eguali. Così, chi deve decidere il da farsi, per timore di inoltrarsi nella bufera, rimane immobile e quando – alla fine pensa di muoversi – lo fa a scatti, accelerando senza ragione e non avendo chiari gli obiettivi. Non farsi assalire dall’ansia è difficile, ma è proprio quando i riferimenti intorno a te cambiano, che un imprenditore o un manager possono individuare meglio i margini e gli ambiti entro cui ripensare e ridefinire la propria attività: gli ostacoli di prima cambiano prospettiva, i competitor si ricollocano, i partner commerciali si evolvono. Ecco perché penso che proprio questo sia il tempo migliore per agire. Ora o mai più!

Mario Monti © GettyImages

Lo stesso «Ora o mai più!» che in coro – da più parti – si leva da mesi all’indirizzo del premier Mario Monti, affinché passi con la stessa convinzione che ha profuso nella gestione dell’emergenza (e nell’aumento della pressione fiscale arrivata all’indicibile soglia del 45%) alla messa in cantiere di misure che rilancino la crescita economica del nostro Paese. Da mesi si attendono iniziative chiare per l’abbattimento della spesa pubblica che vada a colpire chirurgicamente i tanti (enormi) sprechi – in primis i costi della politica, dei partiti e dei carrozzoni statali – e non indistintamente e linearmente i vari settori dei servizi ai cittadini. Da tempo aspettiamo che qualcuno si pronunci sulla vendita del patrimonio immobiliare e mobiliare dello Stato per andare ad abbassare il debito pubblico. Da troppo si parla a proposito e a sproposito di una riforma del lavoro in grado di favorire l’ingresso e l’uscita dei lavoratori, che non immetta ulteriori costi e rigidità nelle attività delle aziende. A quando poi una riforma fiscale che stabilizzi severamente il perseguimento degli evasori? A quando quella contro la corruzione? E quella sulla sburocratizzazione dei meccanismi pubblici? So per primo che Monti non è mago Merlino, e che in così breve tempo non avrebbe potuto fare quello che altri hanno disfatto in decenni (per somma iniuria gli stessi partiti che ora sono costretti ad appoggiarlo…), ma è anche vero che l’accelerazione che ha impresso alla pressione fiscale sta provando fino all’inverosimile famiglie e imprese, e che se queste non risalgono velocemente la china fra un po’ saranno sempre meno coloro in grado di versare quel salato 45% nelle casse dello Stato… Ergo, caro professor M.M., si (e ci) faccia un regalo : tagli prima possibile le tasse per rimettere in moto i consumi. Ora o mai più!

L'editoriale

Il punto di vista del direttore di Business People , Vito Sinopoli

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