Prendiamo il largo

Stabilito che ancora nulla di come sarà realmente la legge di Stabilità è ancora stato stabilito, alcune cose possono essere dette e viste in chiaroscuro sulla bozza a oggi disponibile. Soprattutto bisogna dire che contiene buone norme, altre così-così e silenzi assordanti. La prima, forse quella più dibattuta, è – secondo me – il provvidenziale innalzamento del tetto degli acquisti in contanti a 3 mila euro. Che ci pone in linea con altri Paesi europei, è soprattutto dà un segnale positivo ai consumi e, di rimando, alla produzione.
Lo so, lo so, c’è chi invece parla di regalo agli evasori, ma non si possono fare sempre leggi per evitare che qualcuno ne approfitti senza considerare le problematiche che si creano agli onesti… Come personalmente apprezzo l’eliminazione di Imu e Tasi sulla prima casa, perché oltre a essere un modo per dare un po’ di respiro (se non altro psicologico) alle famiglie, si mette fine a quella che ritengo da sempre una tassa prevaricatoria. C’è chi lo definisce un provvedimento a soli fini elettorali. Può darsi. L’importante è che a questo scempio si metta un punto una volta per tutte.

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Basterebbe solo che qualcuno desse alle aziende qualche motivo in più per ricominciare a crederci

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Positivi senz’altro gli interventi ipotizzati contro la povertà (600 milioni che si sommerebbero ad altri già in essere per un totale di 1,5 miliardi di euro annui), perché un Paese che vuole dirsi civile non può lasciare indietro i suoi cittadini più in difficoltà. Invece, non è dato sapere ancora come verrebbe strutturato nella pratica il part-time per i pensionandi perché, a dire degli esperti, l’operazione così come si profila oggi aumenterebbe sensibilmente i costi orari del lavoro a carico delle aziende. E di questo sinceramente, stanti gli attuali chiari di luna, non se ne sente affatto il bisogno. Quindi, speriamo si tratti solo di un errore di valutazione. In compenso si crea una sorta di Jobs Act per le piccole imprese individuali e si riconosce alle aziende che investono in beni strumentali un super ammortamento del 140%, ma si riduce purtroppo più del previsto lo sconto sui contributi per i contratti a tempo indeterminato. Come dire? Con una mano si dà, con l’altra si toglie.
Tuttavia, la magagna più grossa e irrisolta di questo testo credo sia ravvisabile nella mancata spending review, che rimane un obiettivo – per quanto essenziale e vitale – rimandato. Ormai quasi chimerico. Il governo non ha il coraggio (o forse i numeri) per operare quei tagli di spesa drastici e di buon senso che andrebbero fatti per sostenere finanche i maggiori aggravi per le casse dello Stato che questa stessa legge di Stabilità impone ma che, così facendo, non copre del tutto, se non con previsioni di incasso a tratti aleatorie. Solo tra eliminazione delle tasse sulla prima casa, mantenimento del bonus degli 80 euro e risorse aggiuntive contro la povertà si arriva a una nuova spesa pari a circa 17 miliardi nel 2016, contro i 5 miliardi di tagli ipotizzati nel complesso. Sarà… Può darsi che si riesca a uscire dalla stagnazione.
I segnali sono buoni: le aziende stanno facendo la loro parte, continuando a remare anche dove l’acqua è così bassa che le barche più leggere rischiano ogni giorno di toccare il fondo. Certo, c’è chi preferisce rimanere in rada, ma i più vorrebbero recuperare energia e voglia di prendere il largo e affrontare il mare aperto.

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