Rai, consigli non richiesti

Gent.ma dott.ssa Lei,da tempo non accadeva che la nomina di un direttore generale della Rai venisse accolta con altrettanto entusiasmo della sua. Non le scrivo per porgerle le mie (scontate) congratulazioni, ma perché – dopo la legittima esaltazione – trovo necessario soffermarsi sul da farsi. Sì, perché lei, dott.ssa Lei (certo che con un cognome così significante la sua vita deve essere stata una bella lotta…), sa bene di essere stata chiamata non solo a dirigere un patrimonio enorme, la più grande industria culturale di un’Italia che di per sé è una sorta di museo a cielo aperto, bensì le è stata affidata un’azienda con oltre 13.300 lavoratori, 2.000 dei quali precari, a cui vanno aggiunti più di 1.500 collaboratori esterni. Un esercito di uomini e di donne che lavora per una società che ha chiuso il 2010 con un rosso pari a 98,2mln, che aspira quest’anno a coronare il pareggio, ma su cui graverà un debito complessivo di ben 320mln.

Rai  © GettyImages

Chi, allora, più di lei è da considerarsi una business woman? Mi permetta dunque, in veste di direttore di Business People , di darle alcuni consigli non richiesti. Prima di tutto intervenga subito sugli sprechi, ottimizzi gli investimenti e appronti un piano industriale in linea con un sistema di comunicazione che tra Sky, Mediaset Premium, web e app è mutato completamente in pochissimi anni. Un mercato che continuerà a evolversi vorticosamente e che non sembra avere in simpatia gli attendisti. E visto che un’azienda editoriale è fatta soprattutto di persone, non trascuri di valorizzare le risorse umane a sua disposizione. Mi creda, in viale Mazzini e dintorni gravitano tanti professionisti preparati e desiderosi di fare al meglio la loro parte. Non si lasci immobilizzare dagli inevitabili giudizi & pregiudizi che anche dentro di lei si saranno formati, lavorando in un ambiente in cui l’appartenenza politica o a “partiti presi” è prassi. Come dimostra la sua storia, le capacità e il talento non hanno colore. Confidi più di quanto non abbiano fatto i suoi predecessori in Sipra, la “armi” di contenuti in grado di portare in cassa maggiori ricavi, e favorisca al contempo programmi in grado di rispondere all’emergenza educativa che fiacca il Paese e da cui la Rai non può sottrarsi. Non ultimo garantendo un sistema informativo che rispecchi tutte le opinioni politiche. E poi si ricordi che i talent – cui vanno già cachet stellari - non hanno vere alternative sul mercato; quindi, non si faccia “ricattare”: dia loro il giusto, non quanto pretendono… Ma soprattutto e in particolar modo, metta il ministro Paolo Romani con le spalle al muro: obblighi il governo ad approvare il pagamento del canone Rai attraverso le bollette Enel. Faccia uscire alla luce del sole chi ha a cuore o meno la sopravvivenza del servizio pubblico.
E infine, pazientissima dott.ssa Lei, non si interroghi su chi abbia “commissionato” queste mie parole, su chi o cosa ci sia dietro. Perderebbe solo tempo: in questo Paese c’è ancora gente libera e vogliosa di costruire, di migliorare la vita propria e di tutti.
Categoria a cui, d’altra parte, mi sembra appartenga anche lei. O no?
Buon lavoro

Commenti

La Rai

Preg.mo' Direttore,
Le porgo i miei piu' sinceri ed affettuosi complimenti xche' Lei e' come il sottoscritto uno di quelli " liberi" di dire la verita' x migliorare il futuro della nostra tanto amata terra.

cordialmente,
massimo Creati.

Www.creati.it

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