Tutti assunti, tutti licenziabili

Abbiamo un grave problema che non permette ai giovani di guardare con fiducia e speranza al futuro. Il precariato.
Abbiamo un problema che non permette alle aziende di avere la flessibilità necessaria per competere. L’articolo 18.
Abbiamo uno Statuto dei lavoratori (o meglio la legge 300 del 20 maggio 1970) che è una legge del 1970, dell’Italia industriale e della catena di montaggio. Legge che fin dalle premesse è estremamente lontana dall’economia dell’Italia di oggi.
È tempo di cambiare! È ora che le corporazioni lascino le barricate e si accorgano che per mantenere i diritti ottenuti è necessario parlare dei nuovi diritti: i diritti dei precari e delle nuove aziende del terziario.
Chi mi conosce sa che lo dico da tempo: occorre assumere tutti a tempo indeterminato e con un contratto standard minimo che preveda diritti e doveri per i lavoratori e per le aziende. È per il bene di ogni persona, psicologico e reale: per i contributi pensionistici e come sostegno in caso di gravi malattie. Pietro Ichino, esperto di diritto del lavoro, ha appena rilanciato la proposta di stipulare tutti i contratti a tempo indeterminato, tutti con le protezioni essenziali, ma nessuno deve essere più inamovibile. Insomma tutti assunti ma tutti licenziabili.
I vecchi contratti a tempo indeterminato sono diventati insostenibili per le aziende che si ritrovano così a non assumere più nessuno stipulando, invece, contratti di collaborazione a tempo determinato. Bisogna trovare il modo di conciliare le necessità industriali che variano nel tempo, con la flessibilità dell’occupazione, permettere modifiche agli organici aziendali ma sostenere il lavoratore in esubero (magari con una piccola buonuscita a seconda dell’anzianità aziendale) e non permettere che gli scansafatiche abbiano l’indecenza di sottrarre un posto di lavoro a chi ha bisogno e voglia di lavorare.
C’è un punto che Ichino non approfondisce e che invece è decisivo. È il tema del costo del lavoro che nel nostro Paese è troppo elevato. Oggi è necessario poter fare assunzioni a costi aziendali ridotti. Questo è un argomento che qualsiasi governo dovrebbe prendere subito in seria considerazione per far ripartire la nostra economia, per tornare ad assumere e dare un futuro alle persone, alle aziende e quindi al Paese.

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.

L'editoriale

Il punto di vista del direttore di Business People, Vito Sinopoli

Archivio