Voglia di fare, senza finzioni

Primi nella ripresa. È quanto ha recentemente affermato l’Ocse a proposito dell’Italia e del suo sistema economico. Secondo il superindice dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, di recente il Belpaese - insieme a Canada, Francia, Gran Bretagna e Germania - ha intrapreso una fase di espansione e punta alla ripresa “in modo più forte che nelle precedenti valutazioni”. Un dato confermato da Unioncamere, l’Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che rileva un saldo positivo - pari a 26 mila unità - tra le nuove imprese registrate e quelle che invece sono state cancellate nei primi 11 mesi del 2009. In particolare, le società maggiormente strutturate e più solide, quelle di capitali, crescono in misura proporzionalmente maggiore delle ditte individuali e soprattutto delle società di persone. Se poi si avviasse anche il processo auspicato da Alberto Quadrio Curzio proprio nelle pagine di Business People – ovvero un accorpamento delle 500 mila piccole aziende che rappresentano la maggior parte del tessuto economico italiano – le aziende diventerebbero più competitive a livello nazionale e internazionale.
Tutto questo dimostra come non solo il sistema imprenditoriale ha retto alla crisi, ma si è riscoperto ancora più vitale. Nel Paese c’è, infatti, voglia di fare impresa, di costruire e di lasciare un segno, nonostante permanga la consapevolezza di tutti i problemi relativi alla burocrazia, alla mancanza di liquidità e alla pressione fiscale - solo per citarne alcuni - e più in generale resti ancora la paura per il futuro, come è naturale nel clima di tensione attuale. Un clima purtroppo avvelenato anche in termini politici, come ha dimostrato il recente attacco al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non permette alle parti politiche di trovare l’armonia necessaria per individuare le modalità per supportare la vitalità e l’intraprendenza delle imprese italiane.

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.

L'editoriale

Il punto di vista del direttore di Business People , Vito Sinopoli

Archivio