I manager risorsa per il Paese

«Condivido tutte o quasi tutte le vostre proposte per il loro valore per il Paese, e ritengo che il dialogo dei manager e di chi li rappresenta con Governo e Parlamento può e deve costituire una risorsa per il Paese oggi e soprattutto in futuro». Queste le parole del presidente del Consiglio Mario Monti intervenuto il 26 novembre a Milano, davanti a quasi 5 mila manager, agli Stati Generali Cida Manager e Alte professionalità per l’Italia, il soggetto che rappresenta unitariamente a livello istituzionale 800 mila dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato.

© iStockPhoto.com/Tom Gufler

Monti ha ragione. Viviamo in un mondo sempre più interdipendente, la resistenza passiva e il conservatorismo sono destinati a soccombere perché oggi altri, altrove, decidono e agiscono al posto nostro. Il messaggio è chiaro: è importante farsi parte attiva, proporre idee e soluzioni affinché diventino opportunità. Questo sta facendo in vari modi e con varie modalità parte della società italiana, manager compresi. Abbiamo iniziato nell’agosto 2011, in piena bufera finanziaria, a chiedere maggiore responsabilità e capacità di reazione a chi governava a quel tempo. Il secondo passo è stato unificare la rappresentanza del management pubblico e privato con la nascita, il 4 luglio 2012, di Cida Manager e Alte professionalità per l’Italia. E subito a seguire, dal 2 al 5 di agosto, dare vita a #PRIORITALIA, il movimento d’opinione dei manager che in modo apartitico vuole aggregare tutti i soggetti della società della conoscenza per lavorare a favore del Paese, offrendo competenze, progetti chiavi in mano e uomini esperti per aiutare la politica a fare le cose e bene. Gli Stati Generali Cida, alla presenza del presidente del Consiglio, non sono che l’ultima tappa dell’impegno del management, apartitico e scevro da ogni interesse di parte, a favore del Paese, di tutto il Paese.
Per essere concreti, voglio ripercorrere alcune delle principali proposte presentate dal presidente Cida Silvestre Bertolini. In primo luogo, il rinnovamento dell’amministrazione pubblica con un dimagrimento strutturale di uffici e apparati statali, economie di spesa e semplificazione. Con una dirigenza pubblica veramente capace di incidere perché svincolata dalla politica – che solo deve fissare obiettivi e controllare, ma non gestire – e scelta, valutata e confermata sulla base delle competenze e dei risultati raggiunti. Altro punto fermo è il rilancio dell’Europa, indissolubile da quello del nostro Paese. E ancora, una vera rivoluzione fiscale che riduca le tasse su lavoro dipendente e imprese e le aumenti sulle rendite. In questo caso, serve anche dichiarare guerra all’evasione con la prospettiva di ridurre, per gli evasori, i benefici pubblici, a cominciare dai servizi sanitari e assistenziali, il diritto di eleggibilità a cariche pubbliche e alla privacy, fino al punto di pubblicare i loro nomi. C’è poi una proposta che mi piace sottolineare e che è ancor più strettamente legata al ruolo manageriale. Si tratta del nuovo modo di lavorare per avere più produttività, occupazione e benessere. È infatti necessario cambiare profondamente regole, cultura e comportamenti del mondo del lavoro. Per andare verso più produttività e benessere bisogna dare alle aziende un’organizzazione meno gerarchizzata e più aperta alla collaborazione, gestire le persone per obiettivi, valutando e premiando merito e risultati. Insomma, un profondo cambiamento di un mondo del lavoro ingessato e legato a normative e comportamenti da ferriera.
Queste alcune delle linee guida di noi manager per progettare un nuovo Paese. Ma poiché crediamo nel lavoro di squadra vogliamo farlo collaborando con tutti gli italiani.

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Progetto manager

Guido Carella è presidente di Manageritalia, la federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professional di commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. L’associazione rappresenta in tutto il Paese circa 35.500 professionisti

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