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Il senso dei sindacati per competere

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Lunedì, 05 Settembre 2016
Contratto-Ccnl © iStockPhoto/simarik

Il 21 luglio abbiamo rinnovato il contratto collettivo nazionale per i dirigenti di aziende commerciali, della distribuzione e dei servizi, attualmente applicato a circa 20 mila dirigenti. Di per sé già un importante risultato in questo periodo storico in cui si cerca di sminuire l’importanza dei sindacati e della contrattazione collettiva nazionale di lavoro.

Manageritalia e Confcommercio hanno saputo, ancora una volta, arrivare a un’intesa faticosamente ricercata nell’interesse del management e delle imprese del terziario.

Il nostro è, infatti, oggi ancor più, un Ccnl innovativo e moderno, che esprime la volontà delle Parti di dare risposte concrete per lo sviluppo sostenibile delle imprese, il recupero di produttività, il valore delle persone e la valorizzazione delle professionalità. Questo rinnovo afferma senza ombra di dubbio la centralità del Ccnl e il ruolo fondamentale della bilateralità, per dare a tutte le imprese, anche quelle meno strutturate per dimensione e cultura, importanti linee guida per puntare sulle persone e sul loro valore per competere.

Abbiamo infatti ottenuto un rafforzamento delle politiche attive con un voucher di 5 mila euro da utilizzare per servizi di ricollocazione presso società convenzionate o come consulenza per l’avvio di attività imprenditoriali e una contestuale minima riduzione di quelle passive agendo sui termini di preavviso del licenziamento e sulle indennità risarcitoria per il licenziamento ingiustificato. Un aumento della retribuzione attuale e di quella differita, la previdenza complementare. Più tutele per le malattie gravi e una diminuzione per quelle che lo sono meno. L’inserimento di un articolo denominato “Produttività e Benessere” per promuovere e sostenere azioni volte a favorire le buone pratiche di age management e di welfare aziendale.

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IL RUOLO DELLA BILATERALITÀ

È FONDAMENTALE PER DARE

LINEE GUIDA ANCHE

ALLE AZIENDE PIÙ PICCOLE

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Questo contratto riesce così oggi al meglio a favorire e valorizzare professionalità dei lavoratori e la competitività delle imprese con un sistema normativo e di welfare che prima fa crescere la professionalità e poi la tutela con servizi al lavoro funzionali a chi lo cerca e/o lo perde.

Poi abbiamo inserito una forte novità per la competitività del Paese e per non disperdere valide competenze manageriali. Agevolazioni contributive per un massimo di tre anni sul welfare contrattuale per attrarre o trattenere manager nelle imprese e favorire la nomina e la presenza di dirigenti anche nelle aziende prive di un valido management esterno alla famiglia dell’imprenditore. A questi dirigenti verrà interamente applicato il Ccnl, con alcune deroghe momentanee sulla previdenza complementare e su quella integrativa individuale, il tutto solo per chi ha una retribuzione annua lorda non superiore a 65 mila euro, una sola volta in carriera e per una durata massima di tre anni.

Le agevolazioni oggi previste, quelle precedenti e quelle appena introdotte, variano a seconda di età e/o tipo di contratto o del reddito e tolgono ogni scusa a quelle imprese che nascondono dietro un presunto eccessivo costo le forti remore culturali a portare in azienda manager esterni e di valore a cui delegare in tutto o in parte la gestione dell’impresa.

Infatti, sappiamo ormai tutti che uno dei principali gap della nostra economia è la scarsa managerializzazione di tante, troppe imprese. Pensiamo infatti che, a fronte di una presenza di un 90% di imprese familiari in Europa, solo il 33% di queste ha in Italia anche manager esterni, contro il 65% in Spagna, il 72% in Germania, il 75% in Francia e addirittura il 90% in UK.

Su questo dobbiamo agire perché le nostre aziende possano davvero competere efficacemente e gli imprenditori non pensino di poter fare tutto in casa e da soli, sminuendo così addirittura il loro ruolo vitale che oggi non regge se non supportato da una gestione manageriale che imprima all’organizzazione del lavoro un vero cambio di marcia.

Vedremo alla prova dei fatti se il nostro forte aiuto anche culturale sarà colto.

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