Istituiamo la festa del nuovo lavoro

Manageritalia e AstraRicerche, in occasione del primo maggio, hanno misurato con un’indagine il rapporto degli italiani con il lavoro. Detto che due terzi sono “abbastanza” soddisfatti e solo il 39% è positivo guardando al futuro, esce un quadro fatto di luci e ombre. Ci sono però un buon numero di italiani mentalmente già proiettati verso quel nuovo modello di lavoro che servirebbe oggi per mettere insieme produttività e benessere di persone, aziende e sistema, ma che in Italia latita parecchio.

Lavoro © Istockphoto.com/Zurijeta

Insomma, il Paese sul lavoro è più avanti di quello che si pensi. Di fatto è diviso quasi equamente in tre parti: i propugnatori del nuovo lavoro che avanza, i tiepidi e i contrari. È il nuovo lavoro quello che serve oggi alle persone, alle aziende e al sistema per competere e crescere veramente dal punto di vista economico e sociale. Quello già realtà in tante aziende, alcune anche italiane, e in buona parte delle nazioni più avanzate e profondamente diverso da quello che abbiamo oggi in Italia. Fatto di valorizzazione delle persone, di collaborazione a tutti i livelli fuori e dentro l’azienda, formazione continua e sviluppo di una forte capacità di imparare a imparare, perché le competenze cambiano spesso e sempre di più. Fatto di gestione delle persone in base agli obiettivi e non sul tempo passato al lavoro, di una flessibilità sana che destruttura gli orari classici a favore delle esigenze aziendali, economiche e dei singoli. Basta trovare il punto d’incontro, che c’è, perché oggi si lavora in ogni dove (in azienda/ufficio, ma sempre più anche in modo itinerante e non solo da casa) e in ogni tempo e modo (orario o modalità). Proprio il lavoro moderno può offrirci oggi la più concreta possibilità di conciliare al meglio impegni professionali e vita privata. Un concetto che trova la sua sintesi nella reale possibilità di massimizzare la produttività e il benessere delle persone e delle aziende.

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NON NASCONDIAMOCI SEMPRE
DIETRO LE ISTITUZIONI,
MANAGER E IMPRENDITORI
DEVONO ESSERE
ATTORI PRINCIPALI
DEL CAMBIAMENTO

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Ma per farlo occorre cambiare tanto e qui le responsabilità sono plurime: la politica e le istituzioni devono offrire un quadro normativo certo, semplice ed efficace. Ma non nascondiamoci sempre e solo dietro alle istituzioni. Imprenditori e manager devono essere attori principali di un cambiamento nei luoghi di lavoro, dove all’organizzazione aziendale serve più managerialità (pochissima in un Paese di imprese padronali), dove si deve valorizzare e dare spazio a tutti secondo il loro valore e la loro voglia di mettersi in gioco. Non è per nulla un discorso buonista, ma è quello che oggi a noi manca e ci frena, anzi ci sta facendo retrocedere in tutte le classifiche di produttività e benessere economico e sociale. Anche i sindacati hanno un ruolo, che va assunto presto cambiando prima di tutto le logiche di pensiero e d’azione, perché in questo nuovo lavoro il loro ruolo è ancora più importante.

In questo senso mi hanno colpito nell’indagine la schiacciante maggioranza di chi identifica la “tutela del lavoratore” con la possibilità di crescere sempre professionalmente (77%), la voglia di prendersi responsabilità e sfide (73%), la ricerca di collaborazione e retribuzione non solo monetaria (69%) e l’avventura all’estero non come una fuga, ma come un’opportunità da cogliere per crescere come individui e professionisti (67%) e far così crescere anche il Paese.

Insomma, serve non solo più lavoro, ma più lavoro di qualità e più qualità nel lavoro.

Per questo Manageritalia, insieme ai suoi manager, vuole coinvolgere tutti gli italiani nella grande iniziativa, nel movimento, che lanciamo proprio in occasione del primo maggio. Cambia il lavoro con produttività & benessere vuole fare informazione e cultura, ma soprattutto vuole agire nel quotidiano, in azienda e fuori, impegnandoci tutti perché il lavoro in Italia cambi davvero e in meglio. Basta volerlo e farlo tutti insieme, o comunque essere in tanti.

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Progetto manager

Guido Carella è presidente di Manageritalia, la federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professional di commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. L’associazione rappresenta in tutto il Paese circa 35.500 professionisti

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