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Nel 2015 esportiamo l’Italia

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Lunedì, 02 Febbraio 2015

Eccoci arrivati all’Expo. Nel 2015, dal 1° maggio al 31 ottobre, Milano e tutta l’Italia ospiteranno l’Esposizione Universale. Un’avventura cominciata con l’aggiudicazione nel 2008 e da lì continuata tra alti e bassi, senza mai decollare veramente e diventare patrimonio del Paese e di tutti gli italiani per ospitare il mondo e mostrargli i tanti lati “belli” e “buoni” che abbiamo. Ma soprattutto poco conosciuta anche all’estero.

Expo 2015 Milano © GettyImages

L’ennesima conferma di questo mi viene da un amico, dirigente di una nota multinazionale, che pochi giorni fa all’interno di una riunione con colleghi europei, chiedendo loro dell’Expo 2015, ha avuto la scioccante conferma che l’Expo di Milano è pressoché sconosciuto, mentre quasi tutti hanno già in mente quello di Dubai del 2020.

La cosa non è nuova e ben sappiamo dei ritardi che abbiamo accumulato su tutti i fronti, ma questo stato delle cose è sempre più disarmante. Allora, mettiamo pure da parte le polemiche, i troppi errori fatti, puniamo e isoliamo chi è colpevole di aver agito contro la legge e l’interesse collettivo, ma a questo punto diamo il meglio per far sì che l’Expo sia un successo vero e memorabile. E facciamo di tutto perché il mondo sappia che l’Expo 2015 si tiene a Milano e in tutta l’Italia.

Come? Prendiamo il buono che già c’è, perché c’è. Ci sono tante aziende che hanno investito e puntato sull’Expo a vari livelli. Ci sono organizzazioni di vario tipo che stanno operando per supportare le imprese, le istituzioni e i territori per sfruttare al meglio quest’opportunità.

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NEL PAESE
DEI MILLE CAMPANILI
UNIONE E SINERGIE
SARANNO DECISIVE

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Sì, perché l’Expo è e deve essere un’opportunità. Per tutti e non solo per trasporti e turismo, comunicazione e organizzazione di eventi, agroalimentare, servizi alla persona e alle imprese. Per tutte le imprese e per tutti gli italiani. Ma lo sarà solo per chi la saprà cogliere al meglio.

In quei sei mesi Milano, ma a cascata, con ricadute inversamente proporzionali alla distanza e all’interesse, tutta l’Italia, potranno trarre vantaggio da un flusso e una permanenza di visitatori, stranieri e non, che si concentreranno in alcune aree dove potranno essere intercettati e coinvolti attraverso una comunicazione mirata e altre azioni volte a promuovere e vendere tutto ciò che è più inerente con l’Expo e con il made in Italy in generale. Anche la cultura, certo.

Starà alla bravura delle imprese e delle organizzazioni sfruttare questi flussi per promuovere nell’immediato e per il futuro la propria offerta. E chiunque voglia cogliere l’opportunità deve mettere in campo idee e persone e soprattutto una valida organizzazione e gestione. Non secondaria, soprattutto per chi è più lontano o più piccolo, la sinergia con altre imprese dello stesso settore e/o bacino geografico, per massimizzare e condividere le azioni, che dovrebbe vedere in campo finalmente molti manager di rete. Insomma, in un Paese fatto di piccole imprese e territori, poco inclini a dialogare e collaborare, mai come in questi frangenti l’unione, la gestione sinergica in termini strategici e operativi di alcuni aspetti farà la forza. Allora c’è bisogno soprattutto di managerialità, sempre sperando che il messaggio passi e che le imprese lo capiscano.

Anche Manageritalia da tempo sta sviluppando sinergie e azioni sul territorio mettendo a disposizione di istituzioni e organizzazioni la professionalità di alcuni suoi manager in servizio o in pensione per sviluppare progetti e azioni. Per esempio, un gruppo di volontari di Manageritalia Milano sta affiancando il Comune di Monza e Brianza per sviluppare un progetto volto a valorizzare il suo territorio durante l’Expo. Un’azione, quella del volontariato professionale dei nostri manager, che offriamo da tempo e che a volte stenta ancora a trovare spazio in modo diffuso e sistemico. Speriamo che l’Expo, oltre a essere un successo, ci aiuti a capire l’importanza di fare sinergia, collaborare, innovare e agire con un’organizzazione adeguata. Questo l’auspicio anche per far sì che il dopo Expo venga gestito al meglio e contribuisca alla ripresa e alla crescita futura.

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