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Risparmiateci il risparmio

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Mercoledì, 03 Febbraio 2016

È proprio il caso di dirlo: risparmiateci il risparmio! Cioè, in tempi dove tutto o tanto è messo in dubbio, non lasciamo che lo sia anche il risparmio nella sua solidità, gestione, trasparenza e fiducia.

Tutto è cominciato con il fallimento di Lehman Brothers, chi non ricorda le scene dei dipendenti che uscivano dal suo palazzo con gli scatoloni in mano. Segno emblematico del crollo non tanto di un mito, ma di un sistema che pareva indistruttibile. Da lì in poi è stata tutta un’escalation di crolli, soprattutto della fiducia nel sistema bancario e nella possibilità di trovare lidi sicuri dove mettere i soldi, i nostri risparmi. In verità, cittadini e risparmiatori ci hanno creduto ancora. Vari sono stati gli interventi degli Stati e delle autorità monetarie a sostegno del sistema. Tanti soldi sono stati immessi a difesa di banche in difficoltà. La maggioranza di noi ha capito l’indispensabilità di quegli interventi a tutela non solo, e non tanto, di singoli istituti, ma dell’intero sistema bancario e finanziario. Quel sistema che, proprio con la gestione del credito, la funzione di raccolta e prestito, ha supportato uno sviluppo economico e, certo, anche democratico. Ma – e proprio qui sta il tragico – quegli interventi e quelle rassicurazioni sono stati, alla luce di quello che succede oggi, quasi vani, perché il sistema mostra ancora pesanti difficoltà. Una difficoltà che è emblematica nel crollo del mito della banca, quale posto più sicuro non solo dove mettere i soldi, i risparmi, ma anche dove lavorare. Anche e proprio della banca locale, della quale conosciamo le persone, ma poi scopriamo viziata da familismo amorale e poco guidata da regole certe, efficaci e trasparenti. Addirittura non funzionale al territorio, ma distorcente l’economia del territorio perché premia non i più meritevoli, ma i più contigui.

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UN SISTEMA FINANZIARIO

TRASPARENTE GARANTISCE

NON SOLO I RISPARMI,

MA LO SVILUPPO

E LA DEMOCRAZIA

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Lasciamo allora pure che scompaia il mito della banca come posto di lavoro sicuro e a vita. Ma non lasciamo che il sistema bancario perda del tutto la fiducia dei cittadini e dei risparmiatori. Sino ad arrivare a scalfire l’immagine delle istituzioni che ne sono a garanzia, come la Banca d’Italia. Servono interventi risolutivi e capaci di ripristinare subito e in modo definitivo la fiducia negli istituti di credito e nel sistema finanziario. Certo, serve anche maggiore competenza negli operatori bancari e nei cittadini risparmiatori.

Perché solo un sistema finanziario sicuro, trasparente e ben regolato può garantire i nostri risparmi, ma ancor più lo sviluppo e la democrazia. Cosa c’è, infatti, di più democratico del fatto che chi ha idee, voglia e capacità di fare pur non avendo mezzi li possa trovare a prestito? E che chi, dall’altra parte, quei mezzi li ha non li tenga sotto il materasso, ma li metta a disposizione del sistema, sicuro di un corretto e utile investimento ma, soprattutto, sicuro di un risparmio a garanzia del suo futuro?

Leggevo giorni fa dell’enorme massa di risparmio che gli italiani nonostante tutto hanno e continuano ad accumulare, ancor più a fronte della sempre più pressante insicurezza nel futuro. Ma leggevo anche che lo mettono sempre più “sotto il materasso”, perché sfiduciati in qualsiasi forma di risparmio. Bene, se non vogliamo che quel risparmio diventi del tutto improduttivo e peggio finisca male, magari anche nel sommerso, con danni enormi per i singoli e per il sistema Paese, dobbiamo ripristinare la fiducia nel risparmio bancario, annessi e connessi, e di converso rilanciare il credito. Dobbiamo, una volta per tutte, creare un sistema finanziario capace di dare fiducia e di fare veramente il suo lavoro: prestare a chi più se lo merita e garantire un giusto ritorno a chi lo investe e quindi lo risparmia. Anche da qui, soprattutto da qui, può e deve ripartire la svolta e la ripresa morale, economica e sociale.

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