Democrazia? Sempre più spesso vista come un rituale

Sempre più spesso la democrazia è ritenuta un puro e semplice rituale. In linea generale, tutte le società occidentali stanno sperimentando – così pare, almeno – una certa seria mancanza di ethos democratico e di partecipazione attiva della cittadinanza.
È anche possibile che ciò cui stiamo assistendo sia una mera trasformazione paradigmatica, provocata dalle nuove tecnologie, e che pertanto non vi sia motivo di preoccupazione. Forse, però, il problema ha radici più profonde: le corporation globali, i cartelli dei mezzi di informazione, i potenti apparati burocratici stanno trasformando i partiti politici in organizzazioni il cui compito principale non è più il servizio pubblico, bensì la protezione di determinate clientele e interessi particolari. La politica sta diventando il terreno di battaglia dei lobbisti; i media banalizzano i problemi più seri; la democrazia spesso sembra più un gioco virtuale per consumatori che una seria attività per cittadini impegnati. (…) Ecco la ragione per la quale abbiamo voluto dare un’enfasi tutta particolare alla dimensione morale della politica e al coinvolgimento della società civile, due elementi indispensabili per controbilanciare i partiti politici e le istituzioni dello Stato. Sognammo anche qualcosa di più: un ordine internazionale più giusto. La fine del mondo bipolare rappresentò la grande occasione di rendere più umano l’ordine internazionale. Invece, abbiamo assistito a un processo di globalizzazione economica che è andato sfuggendo al controllo politico e che, in quanto tale, sta provocando scompigli economici e devastazione ecologica in molte aree del pianeta. (…) Se non intendiamo essere travolti da forze sconosciute, i principi di libertà, eguaglianza e solidarietà – fondamenti stessi della stabilità e della prosperità delle democrazie occidentali – devono iniziare ad essere applicati a livello planetario. (…) Cerchiamo piuttosto di realizzare una società civile a livello globale, e ricordiamo di insistere su un punto: la politica non è soltanto l’aspetto tecnologico del potere.La politica deve avere una dimensione morale.

Václav Havel - Da la Repubblica del 19 dicembre 2011

Václav Havel © GettyImages

UN PENSATOREA TUTTO TONDO. Scrittore, drammaturgo, capo di stato: Václav Havel (Praga, 5 ottobre 1936 - 18 dicembre 2011) è stato l’ultimo presidente della Cecoslovacchia e il primo della Repubblica Ceca, traghettando il Paese mitteleuropeo in una difficile transizione dal postsocialismo all’euroburocrazia.

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Razione K

La razione K è una razione individuale giornaliera di sopravvivenza introdotta dagli statunitensi nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale e fu formulata dal fisiologo americano Ancel Keys. Attualmente le razioni K si sono largamente diffuse e sono usate anche dall’esercito italiano e si presenta come un sacchetto sottovuoto verde scuro, contrassegnato da diversi colori per stabilirne le differenti versioni, in cui cambiano gli alimenti. Solitamente è composta da pasta e fagioli, tonno, tacchino o maiale, medaglioni di carne, sgombro, carne bovina o pollo. All'interno vi si trovano inoltre pastiglie per disinfettare l'acqua, fibra da assumere in pillole, un supporto per cuocere le pietanze, tavolette combustibili, fiammiferi, sali minerali in polvere e una confezione monouso per l'igiene dentale. Ovviamente, date le necessità di conservazione, non vi è rappresentata la verdura, mentre la frutta è presente in diverse componenti, secca o in barrette, sottovuoto o sciroppata, etc. Per gli stessi motivi di conservazione, il latte è sempre condensato.

Per noi rappresenta il concentrato di un pensiero, normalmente filosofico-economico, che abbiamo trovato interessante e che ci piace condividere con i nostri lettori. Leggere (consumare) Razione K non arreca danno a noi stessi e agli altri, dunque ciascuno sceglierà se leggerla o meno, se trarne beneficio o meno.

Razione K è una rubrica curata dalla redazione di Business People, che ogni mese propone cosa consumare (leggere) per la nostra salute

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