L’abitudine respinge le cure della grazia
«C’è qualcosa di peggio dell’avere un cattivo pensiero. È avere un pensiero bell’e fatto. C’è qualcosa di peggio dell’avere una cattiva anima e anche del farsi una cattiva anima. È avere un’anima abituata. Si sono visti i giochi incredibili della grazia e le grazie incredibili della grazia penetrare in una cattiva anima e anche un’anima perversa e si è visto salvare ciò che sembrava perduto.
Ma non si è visto bagnare ciò che era verniciato, non si è visto attraversare ciò che era impermeabile, non si è visto ammorbidire ciò che era abituato.
Le cure e i successi e i salvataggi della grazia sono meravigliosi e si è visto recuperare e si è visto salvare ciò che era (come) perduto.
Ma le peggiori miserie, le peggiori bassezze, le nefandezze e i delitti, ma il peccato stesso sono spesso i punti vulnerabili dell’armatura dell’uomo, i punti vulnerabili della corazza attraverso la quale la grazia può penetrare nella corazza della durezza dell’uomo. Ma su questa inorganica corazza dell’abitudine tutto scivola, e ogni spada è smussata.»
Charles Peguy
