La gente non sa ciò che vuole, finché non glielo fai capire tu

Steve Jobs © Getty Images

Steve Jobs

«Ho votato la mia passione alla realizzazione di un’azienda capace di durare nel tempo, dove la gente fosse motivata a fabbricare prodotti d’eccellenza. Tutto il resto era secondario. Certo, il profitto era importante, perché era quello a metterci in condizione di creare prodotti eccellenti. Ma la motivazione stava nei prodotti, non nei profitti.
Sculley cambiò le priorità, facendo del guadagno il centro dell’attenzione. È una sottile differenza, ma finisce per condizionare ogni cosa: quali persone si assumono, quali vengono promosse, che argomenti si trattano nelle riunioni.
Alcuni dicono: “Date al cliente quello che vuole”. Non è la mia impostazione. Il nostro lavoro consiste nell’immaginare ciò che il cliente vorrà, prima ancora che lo faccia lui stesso. Se non sbaglio, una volta Henry Ford ha detto: “Se avessi chiesto ai clienti cosa volevano, mi avrebbero risposto: un cavallo più veloce”. La gente non sa ciò che vuole, finché non glielo fai capire tu. Ecco perché non mi sono mai affidato alle ricerche di mercato. Il nostro compito è leggere le cose prima che vadano in pagina».

«Cos’è che mi ha dato la spinta? Penso che la maggior parte delle persone creative desiderino esprimere la propria gratitudine per aver potuto beneficiare dell’opera di chi ci ha preceduto. Non sono stato io a inventare la lingua o la matematica che uso. Produco poco di quello che mangio, nulla di quello che indosso. Ogni mia realizzazione è debitrice ad altri membri della specie, sulle cui spalle poggiano i nostri piedi. E una parte cospicua del nostro animo desidera restituire qualcosa alla nostra specie e aggiungere qualcosa al percorso. Si tratta di provare ad esprimere nell’unico modo in cui alla maggior parte è dato conoscere, perché non sappiamo scrivere le canzoni di Bob Dylan o le opere teatrali di Tom Stoppard. Cerchiamo di usare i talenti che abbiamo per esprimere il nostro sentire più profondo, per esternare la nostra ammirazione per tutti i contributi di chi è venuto prima di noi, e per aggiungere qualcosa a quel percorso. È questo che mi ha dato la spinta».

«Più divento vecchio, più mi rendo conto di quanto sia importante la motivazione. (...) Abbiamo fabbricato l’iPod per noi stessi, e quando fai qualcosa per te stesso, o per il tuo miglior amico o per la tua famiglia, non tiri via. Se non ami qualcosa, non ti farai quel chilometro in più o quel weekend di lavoro in più, non ti prenderai la briga di mettere troppo in questione lo status quo».

da Steve Jobs di Walter Isaacson

STEVE JOBS (San Francisco, 24 febbraio 1955 - Palo Alto, 5 ottobre 2011) Imprenditore, informatico e inventore. Cofondatore di Apple, ne è stato a.d. fino al 24 agosto 2011, quando si è dimesso per motivi di salute. Gli stessi che lo hanno portato alla morte, a soli 56 anni, nel 2011.

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Razione K

La razione K è una razione individuale giornaliera di sopravvivenza introdotta dagli statunitensi nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale e fu formulata dal fisiologo americano Ancel Keys. Attualmente le razioni K si sono largamente diffuse e sono usate anche dall’esercito italiano e si presenta come un sacchetto sottovuoto verde scuro, contrassegnato da diversi colori per stabilirne le differenti versioni, in cui cambiano gli alimenti. Solitamente è composta da pasta e fagioli, tonno, tacchino o maiale, medaglioni di carne, sgombro, carne bovina o pollo. All'interno vi si trovano inoltre pastiglie per disinfettare l'acqua, fibra da assumere in pillole, un supporto per cuocere le pietanze, tavolette combustibili, fiammiferi, sali minerali in polvere e una confezione monouso per l'igiene dentale. Ovviamente, date le necessità di conservazione, non vi è rappresentata la verdura, mentre la frutta è presente in diverse componenti, secca o in barrette, sottovuoto o sciroppata, etc. Per gli stessi motivi di conservazione, il latte è sempre condensato.

Per noi rappresenta il concentrato di un pensiero, normalmente filosofico-economico, che abbiamo trovato interessante e che ci piace condividere con i nostri lettori. Leggere (consumare) Razione K non arreca danno a noi stessi e agli altri, dunque ciascuno sceglierà se leggerla o meno, se trarne beneficio o meno.

Razione K è una rubrica curata dalla redazione di Business People, che ogni mese propone cosa consumare (leggere) per la nostra salute

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