Siamo soliti usare l’aggettivo solenne per un evento, una cerimonia o una manifestazione, che si caratterizza per due elementi: serietà e pomposità. Allo stesso modo, la scrittura “solenne” si caratterizza per rigidità e accuratezza, per il calibro grande e la pressione marcata nei tratti discendenti.
L’effetto è quello di una scrittura pomposa che rappresenta il biglietto da visita di chi non ha solo il desiderio di primeggiare, ma anche quello di dominare gli altri. Chi presenta la scrittura “solenne” ha il culto della propria personalità, si sente onnipotente, è narciso e, spesso, megalomane. Vuole mettersi in mostra e lo fa con tutta la prosopopea di cui è capace. È la tipica persona che interrompe l’interlocutore e inizia a pontificare. Ama ricoprire ruoli di prestigio, perché è interessato più alle esteriorità che derivano dal comando che non alla sostanza. Vuole essere onorato ed è soddisfatto e realizzato quando gli altri approvano ciò che dice e fa, senza chiedersi se non siano spinti dall’opportunismo. Verso chi gli dimostra sudditanza e servilismo sa essere prodigo di favoritismi. Quando invece viene ostacolato si irrita e può assumere atteggiamenti aggressivi. Allo stesso modo non tollera l’indifferenza degli altri.
Se la persona è dotata di intelligenza e di abilità nel manipolare, può risultare carismatica e trascinatrice. Se non lo è finisce per mostrarsi ridicolo. Quando il segno è presente nella scrittura di una donna ci troviamo di fronte a una persona molto vanitosa. Sia nell’uomo che nella donna si evidenziano inoltre una certa durezza nei rapporti affettivi, il desiderio di ricevere e scarsa propensione a dare. Per quanto riguarda la sfera lavorativa, chi ha la solenne è particolarmente adatto a ruoli che presuppongono una rigida struttura gerarchica, in particolare alla carriera militare. È invece poco adatto al lavoro di squadra.
