Mi capita ogni tanto di imbattermi in una scrittura monotona, priva di vivacità, che non provoca in me alcuna emozione. Il segno grafologico che la contraddistingue è: Uguale.
Le lettere hanno la stessa dimensione, le aste la stessa direzione: è tutto, appunto, uguale. Chi ha questo segno ama l’ordine e la precisione in tutto ciò che dice e che fa. Riproduce quasi alla lettera le stesse parole e gli stessi gesti di chi ha preso a modello. Esprime idee e concetti così come li ha appresi e assimilati. È attento nell’ascoltare gli altri e ha un’ottima memoria: ricorda tutto nei minimi dettagli. Osserva le regole in maniera a volte anche maniacale. È abitudinario, fa fatica ad accogliere le novità, si muove secondo schemi che altri hanno definito e accetta ciò che gli viene imposto. Non ama sperimentare ed è privo di originalità. Ripropone ciò che ha appreso in maniera rigida, senza aggiungere niente “di suo”, senza un minimo di innovazione. Fa molta fatica ad adattarsi alle novità e le fa sue quando non sono più tali.
Anche nella quotidianità è abitudinario, vive la sua routine giorno dopo giorno senza dare segni di insofferenza. Il suo schema mentale è rigido: non c’è spazio per idee estemporanee o innovative. Se i familiari o le persone a lui più vicine agiscono in maniera diversa dalla sua, prova un vero e proprio fastidio e non si spiega perché ciò avvenga. È molto esigente, impone i propri schemi e le proprie abitudini a chi gli sta vicino. Chi ha questo segno, sotto il profilo attitudinale, esprime le sue potenzialità in professioni che richiedono precisione, come ad esempio il geometra o il ragioniere. In questi ambiti vieni apprezzato e non di rado raggiunge un buon livello di carriera. Anche l’affettività risente di questa sua rigidità: segue sempre uno schema già prestabilito, privo di innovazioni e, soprattutto, di “colpi di testa”.
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