Stretto tra parole
Dopo aver analizzato, nel post precedente, il “largo tra parole” oggi ci concentreremo sul segno opposto: “stretto tra parole”, che si evidenzia per l’assenza, quasi totale, dello spazio che intercorre tra una parola e l’altra.
Chi presenta questo segno è impulsivo e non accetta né i consigli né, tantomeno, gli appunti o le critiche che altri gli possano rivolgere. In realtà si lascia comunque influenzare da quello che dicono gli altri, perché ha poca autonomia di giudizio e tende ad adeguarsi al pensiero dominante.
Nel valutare nuove idee e proposte aspetta di capire cosa ne pensano gli altri per poi lasciarsi andare alle proprie valutazioni.Chi ha lo “stretto tra parole” è poco adatto a posizioni di comando perché difetta della capacità di analizzare e capire le situazioni e della visione che serve per varare progetti importanti.
È incapace di fare autocritica e di prendere atto con obiettività dei propri limiti. Gli viene così a mancare una corretta consapevolezza di sé e dell’ambiente che lo circonda e questo lo porta ad assumere atteggiamenti sbagliati e poco graditi.
È un po’ superficiale, non cerca di approfondire le cause e il significato delle cose, ma se le fa scivolare addosso quasi senza accorgersene.
Non brilla neanche per senso di responsabilità. Non riflette più di tanto sulle conseguenze delle sue azioni e tende comunque a sottovalutarle. Si espone così al rischio di reazioni anche molto risentite.
Nell’affettività risente della dipendenza dalla figura primaria e perciò fa fatica a vivere il rapporto con il partner con la consapevolezza e l’autonomia necessarie a un rapporto maturo. Nel partner ricerca una figura di riferimento che ricalchi quella alla quale è così fortemente legato. In sostanza è incapace di amare, se non in senso assoluto, almeno in modo adulto.
In sintesi ci troviamo di fronte a una personalità complessa, che appare assai diversa da come è in realtà, meno forte e indipendente di quanto sembri all’apparenza.
