A che cosa serve il capitalismo?

Il popò di crisi che ci (e in quel “ci” mi riferisco al genere umano) ha invaso impone un ragionamento sul capitalismo. Il Financial Times lo ha avviato molto seriamente ospitando opinioni le più diverse tra loro: chi propone una regolamentazione mondiale della finanza; chi un più stretto controllo sulle banche e chi avverte che il protezionismo e la mancanza di concorrenza sono il vero tarlo che ha portato alla recessione globale. A molti, ma non all’economista indiano Amartya Sen, è sfuggito il fatto che ogni costruzione umana deve porsi un obiettivo, uno scopo. O, meglio ancora, una ragione. La domanda che va per la maggiore, non solo sul Financial Times , è: con che cosa sostituiamo il capitalismo? Mentre invece dovrebbe essere: a che cosa serve il capitalismo? A mio parere la ragione del capitalismo non può che essere la preparazione delle condizioni necessarie grazie alle quali una persona può esprimere sé stessa il più liberamente possibile. Il primo articolo della costituzione americana recita che “ogni cittadino ha diritto alla felicità” e il capitalismo è lo strumento per rendere questo diritto possibile.

La modificazione delle regole deve avere questo come obiettivo. E cioè deve aiutare le persone a usare il sistema capitalistico per raggiungere i propri desideri non solo economici ma personali, di libertà e felicità personale. Se il capitalismo, come è accaduto, non serve i desideri di tutti ma permette a pochi di usarli per sfruttarli, allora è evidente che c’è qualche cosa che non va e deve essere rivisto. A partire, però, e questo è il punto, dalla verifica delle ragioni che stanno alla base della sua adozione. Finora il capitalismo è l’unico sistema che rende potenzialmente possibile la felicità della persona a patto che chi ne fa parte accetti delle indispensabili regole. Prima fra tutte la responsabilità personale di chi se ne approfitta ovvero la decadenza di ogni diritto per chi, per realizzare il proprio arricchimento, coscientemente distrugge le speranze di tutti gli altri. Come è successo.

Per saperne di più
Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.

Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

Archivio