Benedetto XVI è socialdemocratico

Un mio caro amico banchiere, non credente, dice che è affascinato da Papa Benedetto XVI perchè è socialdemocratico come lui. Tesi interessante, per sostenere la quale mi ha rimandato alla lettura del punto 38 dell’enciclica Caritas in Veritate dove viene spiegato che la globalizzazione ha eliso i confini individuati dalla Centesimus Annus di Giovanni Paolo II tra mercato, Stato e società civile laddove si attribuivano a quest’ultimo ambito le dimensioni della gratuità e della fraternità. La globalizzazione impone che «la solidarietà non può essere delegata solo allo Stato» o solo alla società civile e che «l’attività economica non può prescindere dalla gratuità che dissemina e alimenta la solidarietà e la responsabilità per la giustizia e il bene comune nei suoi vari soggetti e attori».
Questo, dice il mio amico banchiere, fa del Papa un vero riformatore perchè non pone la solidarietà come un “di cui” del mercato, ma la pone all’interno stesso del mercato.
Il problema è che dire che l’attività economica deve essere solidale è il modo migliore per fare imbufalire i puristi del mercato, quelli che sostengono che questo moloch debba essere preservato da qualsiasi intrusione da parte di comportamenti non uniformati al mito dell’efficienza.
E che solo mercati efficienti possono creare quel benessere le cui briciole possono poi essere redistribuite dallo Stato (tasse) o dalle Onlus (filantropia). Chiunque s’azzardi a sostenere il contrario viene espunto dalla discussione pubblica e trattato come un ingenuo o, anzi, meglio, un incompetente. Il Papa si è salvato dalle pubbliche reprimende solo perchè i teorici dei “mercati perfetti” (ci giurerei) non lo hanno letto. Altrimenti non avrebbero resistito alla tentazione di spiegare a Benedetto XVI che i mercati sono una cosa, la società un’altra e tentare di cambiare le regole del gioco che, a parte questa incidentale crisi planetaria, funzionano benissimo, è un’indebita intrusione della morale, dell’etica, anzi, della Carità e della Verità in campi che a loro non competono.
Il contrario di quello che pensa il mio amico banchiere che forse, finalmente, ha trovato il suo leader socialdemocratico.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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