Chi dice che lo Stato è ladro, tiri la prima bomba

Che cosa succede quando si urla «Stato ladro»? Succede che, per un facile sillogismo, un anziano sociologo francese che vuole essere trendy, dice che «il debito pubblico è un furto». E quindi i giovani si sentono derubati di beni che ritengono spettino loro e per recuperarli dallo “Stato ladro” sono disposti a tutto. Come, per esempio, occupare grattacieli che, seppur sfitti, sono pur sempre proprietà privata. E succede, alla fine, che si giustifica chi non paga le tasse il quale, a buon diritto, può ritenere i giusti controlli sui suoi redditi come un’intrusione illegittima (essendo “ladro”…) in ambiti che non gli competono. E succede che chi invece le tasse le paga (perché le vuole pagare) si comincia a chiedere se non sia il caso di smettere di farsi derubare.

Senza rete, luglio 2012 © GettyImages

Parafrasando Dostoevskij, «se lo Stato è ladro tutto è possibile», anche devastarlo, perché non è giusto farsi derubare ed è ora che i derubati inizino a derubare il ladro. E siccome il momento è quello che è, non basterà più non pagare le tasse per difendersi legittimamente da un’aggressione, ma occorrerà spingersi oltre, superare l’ostacolo.
Teste calde possono, legittimamente, rinverdire i fasti degli “espropri proletari” guardati con simpatia da intellettuali anti-Stato che dovrebbero, a quel punto, giustificarli e, anzi, accodarsi ad essi, guidarli, organizzarli. “Se lo Stato è ladro” allora è giustificato l’occhiolino che si strizza ai sovversivi, perché realizzano l’ideale di libertà replicando esattamente lo stesso occhiolino che negli anni di piombo la sinistra stringeva ai terroristi delle Br. Allora si trattava di abbattere lo “Stato borghese” e ora i borghesi vogliono abbattere lo “Stato ladro”. Il risultato è sempre lo stesso, la legittimazione intellettuale da parte di una casta che si ritiene intellettualmente superiore, delle nefandezze della casta che viene ritenuta inferiore la cui rabbia viene usata per realizzare ideali vagamente anarchici ammantati da raffinate analisi sul dare-avere. Allora bisogna giustificare i blitz dei centri sociali contro le sedi di Equitalia. Occorre dire che fanno bene. Se non lo si dice, esplicitamente, si è ipocriti. Solo ipocriti. Chi dice che «lo Stato è ladro» e non dice che le bombe a Equitalia sono giuste, e, anzi, non la tira lui una bomba a Equitalia, è solo un ipocrita.

PS: Guarda cosa mi tocca fare, io che difendo lo Stato. Sarà l’ultima volta.

Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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